Lombardia, 800 milioni di interscambi con L’iran
Lo dicono i dati Istat rielaborati dalla Camera di Commercio di Milano. Firmato un protocollo per lo sviluppo di attività di cooperazione commerciale
Petrolio nell’import e macchinari nell’export, sono questi i prodotti dell’interscambio tra Lombardia e Iran, per un valore totale di otre 820 milioni di euro. Ma è superiore il valore dell’export (quasi 486 milioni di euro) rispetto a quello dell’import (339 milioni di euro). E’ quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat e registro imprese al terzo trimestre 2004. Le province lombarde che importano di più sono Mantova (18,3% nazionale, prima in Italia, +19,3% rispetto al 2003) e Pavia (2,1% italiano, +81,8%).
Quelle che esportano maggiormente: Milano (20,5% del totale italiano, +1,8% rispetto all’anno precedente), Bergamo (3,2%, ma in discesa -22,4%), Brescia (2,6%, +66%). Dal terzo trimestre 2003 al terzo trimestre 2004 l’interscambio complessivo è aumentato del 3,6% (+11,6% l’import e –1,4% l’export). E sono 630 le imprese lombarde che dichiarano un’attività di import – export con l’Iran, quasi una su tre in Italia.
La provincia di Varese ha sviluppato nell’ultimo trimestre del 2004 un interscambio per 37.578.926 di euro, per un totale dell’1,3 per cento sul totale degli scambi tra l’Italia e Teheran.
E per favorire nuove possibilità di cooperazione commerciale, creare occasioni di incontro e di reciproca conoscenza, una delegazione dello Stato dell’Iran si è recata alla Camera di commercio di Milano; nel corso della visita è stato firmato un protocollo d’intesa tra la Camera di commercio di Tehran e la Camera di commercio di Milano.
Il protocollo prevede l’avvio e lo sviluppo di attività di cooperazione commerciale a favore delle rispettive imprese. Si auspica tra l’altro la creazione di occasioni di incontro, visite di delegazioni, fornendo assistenza e favorendo la realizzazione di meeting bilaterali tra imprenditori di Milano e Tehran e la partecipazione a fiere nazionali e internazionali. Si propone inoltre l’attuazione di forme di cooperazione tra istituzioni locali, università e associazioni imprenditoriali come strumento di sviluppo della regione Euro-Mediterranea.
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