Casti Group, un altro passo indietro
Roseto-Varese 83-71. Gara decisa nel finale, biancorossi vicini alla zona retrocessione
Ennesima trasferta senza gioia per la Casti Group Varese, sconfitta 83-71 al termine di 40′ equilibrati dalla Sedima Roseto e sempre più vicini alla zona retrocessione. I risultati che giungono da Reggio Calabria, Biella e Pesaro (dove Jesi ha sconfitto la Scavolini) sono macigni pesanti sulla Casti Group che deve assolutamente trovare punti nelle prossime gare per non vedersi risucchiata nel più pericoloso dei vortici.
A Roseto la formazione di Magnano, a differenza di altre occasioni, è rimasta in partita sino alle battute finali, dopo che l’intero match era corso sui binari dell’equilibrio. Per la verità Varese era anche riuscita a sorpassare la Sedima ed a portarsi sul +3 a circa 4′ dalla conclusione. Nel momento in cui l’inerzia è sembrata nelle mani di Nolan e compagni, con Di Giuliomaria e Arigbabu usciti per 5 falli, i biancorossi si sono "incantati". De Pol ha colpito due volte il ferro sul tiro da 3, Digbeu ha fallito un’entrata, mentre un Ffriend inguardabile ha completato la sua prova horror (9 perse) con una infrazione di passi vitale. Dall’altra parte l’esperienza di Abdul Rauf e la furbizia di Woodward, autore della palla rubata seguita da canestro che ha messo in ginocchio Varese, hanno portato i due punti alla formazione di Neven Spahija. Gli ultimi 2′ si sono quindi trasformati in una passeggiata per i rosetani, giunti fino al massimo vantaggio fatto registrare sulla sirena.
A Magnano non sono quindi bastati i ritorni ad alto livello delle proprie due "punte": Nolan, immarcabile nel terzo periodo, ha chiuso a quota 24 ma è rimasto colpevolmente senza assistenza nelle fasi calde del match. Becirovic ha messo a segno 21 punti con ben 10 assist. Questa volta però sono mancati gli uomini che hanno giocato meglio nell’ultimo periodo: Digbeu (limitato dai falli) e De Pol, oltre ad un Bolzonella poco utilizzato.
Giovedì è di nuovo campionato: a Masnago arriverà l’Armani Milano con il suo carico di storia e, soprattutto, con la sua scintillante classifica. Ma Varese non può permettersi di farsi abbagliare dai lustrini: il piatto ora piange a dirotto.
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