Caccia ai Bonnie and Clyde della marca da bollo
Tabaccai di Saronno, Luino e Laveno nel mirino di una coppia di imbroglioni: lui inventa scuse fantasiose, lei si presenta con il pancione e ritira i valori bollati pagando con assegni falsi
Hanno già colpito a Saronno, Luino e Laveno, sottraendo con l’inganno valori bollati per alcune migliaia di euro. Vittime del raggiro tabaccai che hanno tra i propri clienti associazioni ed enti che, normalmente, ritirano quantità consistenti di francobolli e marche da bollo. Enti che adesso, loro malgrado, si trovano coinvolti nell’imbroglio e che hanno denunciato il fatto alle autorità competenti.
Il metodo adottato da questi Bonnie and Clyde della marca da bollo è sempre lo stesso. Lui telefona alla vittima di turno, spiega di chiamare dall’ufficio di un’associazione o di un sindacato, prenota un quantitativo (normalmente attorno ai 2.000 euro) di marche e francobolli e annuncia che una collega verrà a ritirare il tutto entro breve tempo, specificando che potrà riconoscerla perchè sfoggia un bel pancione da mammina in attesa. E di lì a poco la ragazza si presenta, con lettera su carta intestata (ovviamente falsificata), ritira i valori e lascia in cambio un assegno che, di lì a poco, il malcapitato tabaccaio scoprirà essere carta straccia.
I due truffatori, che in pochi giorni sono riusciti a sottrarre con questo metodo almeno 6.000 euro di valori bollati, si spostano per la provincia: il primo "colpo" settimana scorsa a Saronnno, qualche giorno fa la replica a Luino e quindi a Laveno Mombello. Vittime, insieme ai tabaccai, associazioni di categoria come Sunia e Coldiretti ma anche due sindacati, la Cgil e la Cisl, che ora lanciano l’allarme, sollecitando l’associazione provinciale dei tabaccai ad allertare tutti i propri iscritti. Smascherare i truffatori non è difficile: le lettere, che adesso sono in mano alle forze dell’ordine, sono falsificate in modo assolutamente grossolano, e anche gli assegni, compilati con macchina da scrivere, si presentano con alcuni particolari sospetti. Occhi aperti, dunque, in tutta la provincia per tabaccai e baristi con rivendita di francobolli e marche da bollo, i quali, oltre alla beffa, subiscono un doppio danno: quello diretto dei valori sottratti con l’inganno e quellodi un potenziale mancato guadagno, dal momento che la refurtiva entra nel circuito del mercato nero dei valori bollati, a quanto pare assai fiorente.
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