Ecco i quattro quesiti
Legge 40/2004: cosa si vuol cambiare, come e perché
Questi i quesiti referendari presentati dai Comitati promotori, sostenuti da uno schieramento trasversale di diverse forze politiche e rappresentanti della società civile.
La Corte costituzionale ha giudicato ammissibili queste proposte.
1) Per consentire nuove cure per malattie come l’Alzheimer, il Parkinson, le sclerosi, il diabete, le cardiopatie, i tumori
Modificando alcuni articoli della legge, si vuole permettere la clonazione a fini terapeutici, la ricerca clinica sugli embrioni a fini terapeutici e diagnostici e il loro congelamento.
2) Per la tutela della salute della donna
Si vuole eliminare il divieto di creare in vitro un numero limitato a 3 embrioni e l’obbligo di impiantarli tutti contemporaneamente, senza tener conto delle peculiarità di ogni singolo caso. Così alcune donne possono avere gravidanze con tre gemelli, mentre altre sono costrette a sottoporsi a più tentativi di fecondazione, con pesanti cicli di stimolazioni ormonali e successivi interventi per il prelievo degli ovuli.
La fecondazione assistita inoltre, è riservata oggi solo a coppie sterili. Il quesito invece vorrebbe aprire l’accesso alle tecniche di fecondazione in vitro e di diagnosi dell’embrione anche a quelle coppie che, pur essendo fertili, rischiano di trasmettere al figlio malattie ereditarie.
3) Per l’autodeterminazione e la tutela della salute della donna
Il quesito è uguale al precedente ma in più chiede di eliminare il riferimento ai "diritti del concepito". Si vorrebbe infatti evitare di porre sullo stesso piano (morale e giuridico) i soggetti già nati e “il concepito”.
Alla base di questa proposta vi è il timore che questa legge ponga le basi per un successivo intervento sulla legge sull’aborto e che quindi metta a repentaglio libertà già acquisite.
4) Per la fecondazione eterologa
Il quesito vorrebbe ripristinare la possibilità di ricorrere alla donazione di gameti (ovociti e spermatozoi) esterni alla coppia in cura. La legge attuale viene infatti accusata di voler ridurre il significato di “maternità” e “paternità” alla trasmissione di un corredo cromosomico.
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