Tessile, Comuni e Province chiedono più rigore
Si sono incontrati nella mattinata di oggi, 20 maggio, i rappresentanti istituzionali delle "capitali" del tessile made in Italy. Anche Varese era presente
Uniti per difendere il tessile. Si sono riuniti oggi, 20 maggio, a Milano i rappresentanti delle città e delle province italiane “capitali” dell’industria tessile e dell’abbigliamento. È stato presentato un documento congiunto per la difesa e il rilancio del settore e del made in Italy, sottoscritto dalla Province di Como, Macerata, Milano, Novara, Varese e dai Comuni di Barletta, Biella, Carpi, Prato, Schio, oltre che dall’Acte, l’associazione delle comunità tessili europee, che raggruppa oltre 50 Amministrazioni pubbliche locali di altrettanti territori del tessile-abbigliamento di Spagna, Italia, Francia, Portogallo, Belgio, Inghilterra e Grecia.
Il documento chiede più rigore nell’applicazione degli accordi commerciali internazionali nei confronti della Cina e degli altri paesi esportatori. In particolare, sul piano comunitario viene sollecitata l’attivazione urgente di clausole che “prevedono l’introduzione di limiti quantitativi alle importazioni di specifiche categorie di prodotti”, mentre un altro obiettivo strategico sarà la “reciprocità di accesso per i prodotti europei sul mercato cinese”.
Per quanto riguarda le azioni a livello nazionale, Comuni e Province chiedono “politiche di sostegno alle attività di innovazione e riconversione produttiva, promozione nel mondo dei prodotti made in Italy, inasprimento delle sanzioni contro la contraffazione dei marchi e l’estensione degli ammortizzatori sociali alle imprese non coperte dalle norme attuali sulla cassa integrazione, realizzazione di programmi di qualificazione professionale dei lavoratori”.
«Le misure che devono essere prese in difesa del tessile – ha dichiarato al termine dell’incontro il presidente della Provincia di Varese Marco Reguzzoni – vanno definite in fretta. Ogni giorno che passa la crisi del settore di fronte alla concorrenza sleale cinese diventa sempre più drammatica. Annoto con soddisfazione che il coordinamento fra le Province sulla difesa del tessile nazionale, coordinamento nato a Varese in occasione della Mostra sul tessile che si è svolta a Busto Arsizio nel gennaio scorso – ha proseguito Reguzzoni – comincia a dare i propri frutti. Il Governo ha cambiato decisamente linea e anche l’Unione europea sta affrontando la questione con Pechino».
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