Per il “Circolo” un’analisi impietosa e incompleta
Corretta, impietosa, incompleta l’analisi del direttore generale dell’ospedale dottor Rotasperti sulla disponibilità dei posti letto all’ospedale di Circolo a fronte di altre realtà sanitarie lombarde paragonabili per molti aspetti a quella varesina.
Rotasperti è stato corretto e giustamente impietoso presentando situazioni e numeri già noti e oggetto di polemiche sollevate o riprese proprio da Varesenews e dal settimanale Luce in difesa degli interessi dei cittadini che nel giro di un decennio hanno visto dimezzare i posti letto dell’ospedale, quindi massacrare una istituzione di grande tradizione.
L’incompletezza delle dichiarazioni di Rotasperti sta appunto nel mancato approfondimento delle cause del ridimensionamento dell’ospedale, ma onestamente non si poteva chiedergli di sottolineare le responsabilità della classe politica cittadina, di dire apertamente che se siamo finiti così male lo dobbiamo a un sostanziale disinteresse di coloro che negli ultimi quindici anni nelle istituzioni hanno rappresentato e rappresentano la città.
Certamente ci sono stati alcuni politici che hanno tentato di recuperare Varese al ruolo che le compete, mai però ciò è accaduto in un contesto di scelte e volontà comuni e forti.
Il crack dell’ospedale non va dunque imputato solamente a chi si è occupato di sanità. E noi cittadini non possiamo chiamarci fuori perché in questi anni non solo abbiamo taciuto, ma in certi casi abbiamo addirittura battuto le mani ai re delle chiacchiere, a chi per incapacità operativa non riusciva a dare corpo a qualcuna delle tante promesse fatte. Siamo stati anche sfortunati, non abbiamo avuto gli uomini giusti ai posti giusti come è accaduto in altre realtà: nella lotteria degli incarichi non abbiamo vinto nulla.
E’ora che Lega e alleati affrontino il problema Varese. Siamo una città che sembra non avere ancora preso coscienza del suo declino e perciò va aiutata a ritrovarsi, a scalare di nuovo quelle classifiche nazional che negli Anni 60 la videro ai primi posti. Proprio il nuovo ospedale può essere l’occasione del grande, atteso rilancio. Un rilancio che esige cambiamenti e una mentalità e una partecipazione ben diverse anche da parte dell’intera comunità.
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