Sugar Blue, un mito del blues e non solo

L’ormai 55enne James Whiting ha deliziato il pubblico con le sue funamboliche melodie

E’ stata la grande sorpresa della serata. Un’autentica chicca per gli oltre mille e cinquecento spettatori che ieri sera hanno assistito al concerto di Van de Sfroos e la sua band, l’atto di apertura della festa “Anche io 2005”. Il grande armonicista Sugar Blue, un mito del blues e non solo, ha suonato un paio di brani con Davide e i suoi.

L’ormai 55enne James Whiting (questo il suo vero nome) ha deliziato il pubblico con le sue funamboliche melodie, frutto di un pregevole mix tra temi blues tradizionali, fraseggi jazz e virtuosismi lirici.

Impegnato da oltre un mese nel suo tour in Italia, mercoledì sera Sugar Blue aveva tenuto un concerto all’Idroscalo di Milano. Sfruttando la favorevole occasione, il chitarrista di Van De Sfoos Marco Fecchio – che in passato aveva già suonato col grande armonicista – ha invitato l’artista americano a venire a conoscere Davide e gli altri musicisti. Sugar Blue ha accettato subito di buon grado perché – nonostante il tour con i Rolling Stones negli anni ‘70, il Grammy award vinto negli anni ’80 ed altri storici momenti di una  lunga e gloriosa carriera – James Whiting da Harlem (il ghetto nero di New York) resta una persona coi piedi per terra, sempre pronto a rimettersi in gioco e cercare nuovi stimoli suonando con artisti diversi.

Tutta questa gentilezza e disponibilità abbiamo avuto modo di apprezzarla anche noi, scambiandoci assieme qualche parola nel backstage, a fine concerto.

Sugar Blue, lei è venuto a Varese apposta per suonare con Van de Sfroos e la sua band: ne è valsa la pena?

«E’ stato fantastico. Conoscevo Marco, il chitarrista, è stato lui a dirmi di venire perché avrei sicuramente gradito. In effetti è stato così, la musica che fanno questi ragazzi è fantastica, veramente bella. Suonano generi musicali diversi, passando dall’uno all’altro con grande facilità e sicurezza».

A vedervi sul palco tutti insieme sembrava che suonavate insieme da anni, non che vi eravate conosciuti solo pochi minuti prima del concerto…

«Quando si è sulla stessa lunghezza d’onda, quando si intende la musica allo stesso modo, non serve chissà che cosa per suonare assieme. Oltretutto, con una band così numerosa che svaria tra diversi generi musicali, è facile accodarsi e dare il proprio contributo: la melodia viene da sé, è come se fosse già scritta».

Cosa pensa invece del pubblico di Varese?
«Molto caldo, è stato un piacere suonare qui. Molto bello anche il posto (I Giardini estensi, ndr), l’ideale per il blues».

Possiamo quindi sperare di rivederla dalle nostre parti un giorno?
«Non si sa mai nella vita. All’idroscalo finiva il mio tour in Italia, dove sono stato tutto agosto. Si tratta di una chiusura momentanea però, ad ottobre sarò di nuovo nel nostro paese, per un nuovo minitour che partirà da Catanzaro. Magari in futuro la mia strada passerà di nuovo da queste parti».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Settembre 2005
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