A Varese uniti e con un candidato forte
Dario Franceschini, coordinatore nazionale della Margherita, interviene alle Ville Ponti. La candidatura di Maroni? Un segno di debolezza
Per far ripartire l’Italia non servono miracoli, almeno ha quanto ha detto Dario Franceschini, coordinatore esecutivo nazionale della Margherita, in visita a Varese. Ad attenderlo, nella sala Andrea di Ville Ponti, una folla gremita di simpatizzanti e i vertici provinciali del suo partito e dell’Unione. Franceschini ha anticipato l’intervento davanti alla platea parlando con i giornalisti: «L’obiettivo che deve avere il centrosinistra – ha detto – è quello di riportare la fiducia in un Paese tradito dall’attuale maggioranza. La situazione è difficile, c’è un’ampia parte del ceto medio che ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese, la crisi delle imprese è ormai ad uno stadio avanzato. Io però credo che l’Italia ha le capacità e le possibilità di ripartire, di risorgere. Serve una classe dirigente che governi con razionalità le difficoltà, al contrario di quanto è stato fatto in questi anni».
Franceschini ha toccato anche temi attuali, come la devolution e la scelta di Francesco Rutelli di appoggiare una lista unitaria alle prossime elezioni: «La devolution – ha continuato Franceschini – è un provvedimento che porta pochissimi vantaggi sul piano federale e lascia una sola persona a governare le sorti del Paese nel suo complesso. È una legge sbagliata, concepita male, verso la quale abbiamo sempre manifestato il nostro disappunto. Per quanto riguarda la scelta di Rutelli, con una nuova legge elettorale che punta ad eliminare il bipolarismo, la Margherita ha dato una forte dimostrazione di volontà di unità. Le primarie sono state un grande dimostrazione di democrazia e un successo su tutta la linea: è la strada giusta, la Margherita ha scelto di continuare a percorrerla».
Infine una parola su Varese, dove le strategie non cambieranno rispetto alla politica nazionale: «Andremo uniti al voto. Le uscite della Lega, la candidatura di Maroni e tutto quello che si sta generando è il sintomo di una instabilità che in questo territorio il centrodestra ha dimostrato di avere in questi anni di governo. Noi ci presenteremo compatti, con un programma ed un candidato forte, per vincere».
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