Bulli non si nasce
Il bilancio dei due incontri per la prevenzione del bullismo realizzati dalla Comunità Montana della Valcuvia
Aggressivo, prepotente, sbruffone: è questo l’identikit del tipico ‘bullo’, il ragazzo terribile incubo di tante maestre ma anche dei suoi compagni, costretti a sopportare tutti i giorni piccole e grandi prevaricazioni. Ma chi ha detto che anche il bullo non abbia paura?
A mettere in discussione i soliti luoghi comuni sull’aggressività dei bambini ‘difficili’ è stata una ricerca della Comunità Montana, che ha evidenziato tra le possibili cause dei comportamenti di prevaricazione una sorta di “anticipo evolutivo”: il mondo adulto chiede ai bambini di crescere in fretta e questo scatena ansie e timori. L’aggressività serve a dar sfogo alla collera e molte volte è l’altra faccia della paura: un modo per non essere spaventati è cercare di assomigliare a quelli che temiamo.
E’ molto più utile cercare di prevenire più che punire gli atteggiamenti da ‘bullo’: da qui le azioni di prevenzione del bullismo previste dal Piano di Zona (Legge 328/2000) dell’Area distrettuale di Cittiglio, e il progetto “Brr… Che bello spavento! La paura di crescere e di far crescere”, all’interno del quale si sono tenuti i momenti di incontro sul tema ‘Bulli non si nasce’ di venerdì 30 settembre e domenica 2 ottobre, presso la Sala consiliare e la casa Fraschini di Cittiglio. Due giornate dedicate a grandi e piccoli per cercare di capire e affrontare insieme le paure di ogni giorno.
Durante la serata di venerdì, aperta dall’intervento del sindaco di Cittiglio Pietro Galliani e dall’Assessore alla cultura e ai servizi alla persona della Comunità Montana Giuseppe Barra, è stato trattato il problema delle prevaricazioni, su cui gli operatori della Comunità Montana della Valcuvia hanno lavorato all’interno delle scuole. La partecipazione è stata numerosa, tanti i bambini che hanno ascoltato incuriositi i racconti e le storie narrate da Betty Colombo dell’Associazione Arteatro, tanti i genitori che hanno partecipato interessati al dibattito seguito alla relazione della dottoressa Marisa Brunella sul delicato tema “Dalla paura di crescere e di far crescere al coraggio di educare”. E’ stato presentato, inoltre, un filmato realizzato dagli operatori della Comunità Montana che documenta il percorso seguito dagli educatori all’interno delle scuole elementari e medie del territorio, volto a stimolare i ragazzi nell’individuare le proprie paure cercando di dargli forma e colore.
Nella giornata di domenica si sono tenuti tre laboratori per i bambini dal titolo “E se giocare fosse una cosa seria?”, ognuno secondo un tema specifico: suono, voce e colore; luogo di eccezione a far da cornice ai giochi Casa Fraschini, diventato un punto di aggregazione per i giovani del territorio grazie all’impegno del Comune di Cittiglio e della Comunità Montana. Anche nel corso di questa giornata sono rimaste a disposizione dei genitori la dottoressa Marisa Brunella e l’artista Betty Colombo, che ha intrattenuto grandi e piccoli con le sue storie e le letture dei suoi libri.
Ascolto, attenzione, apertura verso l’altro, capacità di ammettere le proprie paure per affrontarle insieme (anche per i grandi!): sono queste le ‘armi’ che ci possono davvero aiutare. Perché nessun bambino debba mai aver bisogno di ‘fare il bullo’.
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