Ipovedenti e sordomuti, la Provincia “taglia” l’Ipt
Ne beneficeranno per le operazioni di trasferimento di auto o motoveicoli agli stessi intestati o intestati a familiari
La Provincia ridurrà dal primo gennaio 2006 l’imposta provinciale di trascrizione a favore dei disabili con handicap sensoriali (ipovedenti e sordomuti). L’imposta per queste categorie sarà “abbattuta” del 75%.
La decisione è stata assunta dalla Giunta provinciale nel corso dell’ultima seduta. «E’ la dimostrazione di sensibilità verso persone meno fortunate di noi – commenta l’assessore provinciale al Bilancio, Christian Campiotti che ha portato in Giunta la delibera di riduzione dell’Ipt – e siamo orgogliosi di essere la prima Provincia in Italia ad accogliere un preciso segnale delle Associazioni che tutelano ipovedenti e sordomuti. Con questo provvedimento – aggiunge ancora Campiotti – il nostro Ente colma una lacuna, l’applicazione disomogenea dell’Imposta di trascrizione, che era già stata segnalata al Ministero delle Finanze dagli operatori tributari».
In effetti da quando sul finire degli Anni Novanta prima un decreto legislativo poi un decreto ministeriale avevano indicato le condizioni per la determinazione dell’Imposta provinciale di trascrizione e i soggetti cui andava applicata, nella pratica quotidiana si erano evidenziate disparità di trattamento nei confronti dei disabili. Una situazione che aveva interessato – e interessa – l’intera Penisola e che ha finito per determinare riduzioni di imposta a favore di alcune categorie e non di altre. La Provincia di Varese cancella ora queste differenze.
Con la delibera di Giunta approvata mercoledì, Villa Recalcati riduce l’imposta a un quarto del suo valore. Ne beneficeranno come si diceva ipovedenti e sordomuti per le operazioni di trasferimento di auto o motoveicoli agli stessi intestati o intestati a familiari ai quali tali soggetti risultino fiscalmente a carico.
A favore di una riduzione dell’imposta anche per queste ultime categorie di disabili si erano pronunciate nel recente passato diverse Associazioni nazionali dei disabili fra le quali l’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili, l’Associazione nazionale dei mutilati sul lavoro e l’Unione nazionale dei mutilati sensoriali. Il passo successivo era stato quello di richiedere agli organi di governo territoriali l’adozione di specifiche misure in merito.
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