Short track, una disciplina nata dalle ceneri
Conosciamo questo sport nato negli Stati Uniti e arrivato in Italia negli Anni Settanta
In principio era la cenere. Stesa su piste ovali di terra, la polvere nera formava un impasto duro e sporco, che diede il primo nome ad una disciplina, il "dirt track", destinata poi a cambiar nome in short track. Uno sport che tutt’ora Oltreoceano riveste un ruolo di primaria importanza nel mondo delle moto visto che la sua popolarità è seconda solo al Supercross ed alla Superbike.
In Italia è stato proprio il Varesotto la culla dello short track, grazie alla costruzione della pista di Castiglione Olona (1972) che ancora oggi rappresenta un polo d’attrazione per tutti gli appassionati insieme al locale Moto Club.
È Marco Belli (in azione, nella foto), varesino che ha appena conquistato il campionato inglese, a spiegarci le principali caratteristiche delle moto utilizzate in questo sport. «Le tipologie di moto sono due: o si utilizzano moto specifiche, che di solito arrivano dagli Stati Uniti, oppure si modificano moto da cross che vengono ribassate e maggiorate nei cerchi e nelle gomme. Su entrambe infatti si usano gomme da 19" di tipo stradale (simili alle "rain" da Gran premio) che permettono alla moto di scivolare e sfruttare i controsterzi. I telai sono molto rigidi, è vietato il freno davanti ma quello dietro è obbligatorio. Il motore dev’essere dotato di una grande coppia per permettere alla moto di avere un’accelerazione progressiva e di andare in allungo senza "pattinare"».
«Le piste – prosegue Belli – sono piuttosto corte: in genere vanno dai 280 ai 400 metri tranne che in Germania, dove si arriva fino ai 1.500 metri. Gli anelli sono ovali, ricavati dalle piste di speedway, con fondo in terra battuta dura. In alcune nazioni vi sono varianti per quanto riguarda il terreno: in Germania ed Olanda ad esempio ci sono piste in erba. La partenza delle gare avviene con le moto schierate su una o più linee (fino a dieci piloti affiancati) che partono quando si solleva l’elastico teso sulla linea dello start»
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