Traffico di cocaina, sette arresti

Albanesi e italiani vendevano droga nei locali alla moda sul Lago Maggiore. La cocaina nascosta nei boschi di Besozzo

Nascondevano la cocaina nei boschi e nelle campagne tra Gavirate e Luino e poi la spacciavano nei locali alla moda sul Lago Maggiore frequentati dai rampolli della "Varese bene". In manette sono finite sette persone: quattro albanesi e tre italiani , tra cui un imprenditore edile di Besozzo.
Nell’operazione, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Varese, sono stati  impegnati circa 100 uomini. Oltre agli arresti , sono state fatte 20 perquisizioni e sequestrata un chilo di cocaina, con un grado di purezza molto elevato.  
(foto da sinistra: il tenente Enzo Molinari, il maggiore Valter Renzetti e capitano Massimo Giaramita)
L’operazione, coordinata dal pm Tiziano Masini, è andata avanti per almeno otto mesi. A gennaio infatti  è stato arrestato il primo albanese, fermato per un controllo è stato trovato in possesso di  un etto di cocaina. Il mese dopo è toccato ad un suo connazionale preso mentre spacciava  alcune dosi in un locale. Entrambi incensurati, entrambi regolari e con un lavoro.  A maggio le manette scattavano ai polsi di un imprenditore della zona, mentre subito dopo toccava ad uno dei punti di riferimento del giro di cocaina, un albanese di Travedona, tale Eddie,  trovato in possesso di due etti di cocaina. Dalla stessa cittadina proveniva il giovane arrestato pochi giorni fa dalla polizia in un’operazione antidroga. 

A chiudere il cerchio sono arrivati gli ultimi arresti, il flagranza di reato, di altri tre italiani: un imprenditore edile di Besozzo e altri due giovani, uno di Brenta e l’altro sempre di Besozzo. L’accusa è di concorso in detenzione e spaccio di stupefacenti.
Lo spaccio, come si diceva, avveniva nei comuni di Gavirate, Ispra, Besozzo e Caravate. Il meccanismo era sempre lo stesso: gli spacciatori nascondevano la cocaina nei boschi e nelle campagne tra Besozzo e Luino. Un magazzino a cielo aperto da cui gli spacciatori attingevano per soddisfare la domanda sempre più pressante dei consumatori. In una sera i pusher riuscivano a piazzare anche mezzo chilo di cocaina con un guadagno netto di 20 mila euro. Un guadagno talemente facile e ingente che ha convinto albanesi e italiani, tutti con un lavoro regolare, a dedicarsi con maggior dedizione all’attività di spaccio.

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Pubblicato il 07 Ottobre 2005
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