Accam, Reguzzoni ospite a sorpresa all’assemblea dei comitati

Il presidente della provincia si impegna a far recepire le osservazioni di Busto al Piano provinciale rifiuti, pur facendo presenti le necessità di Accam

L’assemblea di ieri sera al Teatro Aurora di Borsano, indetta dal locale Comitato Ecologico Inceneritore e Ambiente, non avrà risolto la "grana" Accam ma è stato, come in altre occasioni, un valido momento di incontro e confronto. Il presidente della provincia Marco Reguzzoni, ormai proiettato in ruolo "interventista" in quella che è la sua città, è stato ospite a sorpresa della serata. Il presidente non è sfuggito alla tentazione di rispondere
a tono a chi, a suo dire, negava che a Villa Recalcati le osservazioni
di Busto al Piano rifiuti fossero state accolte. E proprio Reguzzoni, pur accolto con qualche freddezza (nessun invito gli era stato mandato dal comitato) ribadirà al termine dell’incontro, parlando con alcuni cittadini, che in Accam si brucerebbero rifiuti ospedalieri. Questo per salvaguardare non tanto e non solo la redditività, ma la stessa funzionalità tecnica di un impianto che, studiato per bruciare 400 t/giorno, oggi faticherebbe a funzionare a dovere per mancanza di "combustibile". "Posso anche capire che qualche
Comune, che so, della Valceresio, mi chieda perchè mai deve danneggiare
la propria vocazione turistica costruendosi degli impianti di
smaltimento" commentava Reguzzoni, ma il Piano rifiuti parla chiaro: "ognuno pensi ai suoi rifiuti".

Per i borsanesi, naturalmente, il problema è far chiudere Accam a tempo debito, ed impedire che venga trasformato (revamped) in un impianto a Cdr, combustibile da rifiuti. La posizione è stata al solito appoggiata a spada tratta dal sindaco Luigi Rosa, che chiede alla Provincia, nè più nè meno, di far finta che Accam non esista nella stesura finale del Piano rifiuti – documento che, beninteso, dovrà essere sottoposto in seguito ad un nuovo esame da parte del Comune di Busto Arsizio.
Oggi Alessandro Barbaglia, portavoce dei comitati, riassume lo spirito dell’incontro ribadendo l’assoluta contrarietà del comitato a modifiche della convenzione Busto-Accam già firmata da consiglio comunale e assemblea dei soci dell’ex consorzio. "Diciamo no anche all’ipotesi dell’aumento del numero di Comuni che si servono dell’impianto. Da 35 anni Busto fa qualcosa per la provincia di Varese e per l’Alto Milanese, smaltendo rifiuti; ma questi, cosa hanno fatto per Busto?". I "paletti" del comitato restano: no al revamping dell’impianto Accam di Borsano, che deve chiudere entro il 2019, come da convenzione (mai firmata dal CdA di Accam); no ad un nuovo impianto per lo smaltimento di Cdr ("termovalorizzatore") nelle immediate vicinanze di Busto Arsizio, città che "ha già dato".

Un elemento di novità è stata la presenza di Comunità Giovanile a questo incontro. L’ambientalismo targato destra è in crescita nella zona, e si fa fattore politico da non sottovalutare. Comunità Giovanile ha "allargato il tiro" rispetto alla sola questione Accam, mostrando con foto e filmati lo scempio del territorio insubre compiuto negli anni, trasformandolo in una selva di asfalto, cemento, aeroporti (Malpensa), centrali termoelettriche (Turbigo), discariche (Gorla e Mozzate), veleni. Perchè qualcuno ha la vocazione turistica, altri quella dei rifiuti: e guadacaso sempre quelli alla periferia delle rispettive province.

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Pubblicato il 22 Novembre 2005
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