«Andrea sia il chicco di grano che rende fertile il terreno»
L'ultimo saluto al più giovane dei ragazzi deceduti nell'incidente di Gazzada
Arriva anche la neve per salutare Andrea Imperiale. La neve invocata nel canto che apre la cerimonia, "Purificami, O Signore". La neve che ovatta tutto, che rende ancora più profondo il silenzio con cui centinaia di persone, stipate in chiesa di San Vittore a Buguggiate o ferme sul sagrato, ascoltano le parole di don Giovanni. È un silenzio inusuale quando si ritrovano insieme tanti giovani, tutti con i volti rigati dalle lacrime e con gli occhi gonfi e rossi per il pianto.
E non c’è soltanto il gelo a pungere, a colpire, a bloccare. Ci sono anche le parole che don Giovanni fa risuonare. Le parole di un parroco che per primo si mette in discussione: «Caro Andrea, ti ho conosciuto quattro anni fa, quando ero ai miei primi passi in questo paese mentre tu facevi l’animatore in oratorio. Vidi in te quelle capacità di servizio che sono proprie anche di tuo padre. Poi purtroppo i nostri incontri sono stati sempre più rari, fugaci. Ora mi rimane il rammarico verso di te e verso i tuoi coetanei, per non essere riuscito a seguirti più da vicino negli anni della tua adolescenza».
«Diciassette anni fa – sono le parole di don Giovanni – i tuoi genitori ti portarono qui per il battesimo.
Dio allora ti chiamò per nome; tu sei degno della sua stima. Ora l’unico sollievo in questa tragedia è quello che tu sei nel suo amore, che è molto più potente di quello che ti possiamo dare noi. Neppure il Signore avrebbe voluto incontrarti così presto, come non avrebbe voluto morire sulla croce. Proprio quella croce attraverso il quale riscatta anche la tua morte». E poi, rivolgendosi soprattutto ai tanti giovani presenti: «Ora Andrea è come il chicco di grano della parabola evangelica. I suoi amici siano terreno fertile perché la vostra vita dia frutto. Fate ad Andrea questa promessa, non seguite falsi profeti. E questa promessa la faccio anche io, la faranno anche i genitori di Andrea. La sua scomparsa non dovrà essere inutile».
E al termine della cerimonia riecco i fogli arancioni con la canzone di Gigi D’Alessio già distribuiti alla mattina per il funerale del cugino di Andrea, Mirko. Ed accanto all’arancione ecco anche il giallo fosforescente delle tute della Protezione Civile, della quale il papà di Andrea è il responsabile. Sono loro a fare da "scorta" al feretro: giovani e adulti impegnati in un’associazione che fa del bene a tutto il paese. Se serve un esempio, se il seme rappresentato da Andrea può attecchire, questo potrebbe essere un primo suggerimento.
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