In piazza per dire no alla Finanziaria
I sindacati si preparano per manifestare contro i tagli stabiliti dal governo epr il 2006. «Anche se si andrà presto a votare non abbassiamo la guardia»
Ci saranno anche i dipendenti comunali e delle pubbliche amministrazioni al fianco dei lavoratori del settore privato che nella mattinata di domani scenderanno in piazza per lo sciopero generale. Questa la novità dell’ultim’ora comunicata dalle tre sigle sindacali che hanno organizzato la fermata dal lavoro per dire no alla Finanziaria 2006. E il motivo sta nei tagli che il Governo ha voluto mettere in atto proprio verso le amministrazioni locali. «Ci aspettiamo una massiccia partecipazione di tutti i settori, sia per il pubblico che per il settore privato – spiega Franco Stasi, segretario organizzativo della Cgil di Varese – che aderiranno allo sciopero generale di 4 ore. Solo il pubblico impiego sciopererà per 8 ore date le problematiche legate al rinnovo dei contrati. A Varese la manifestazione prenderà il via alle 9,30 e si snoderà da piazza Repubblica a piazza Montegrappa e sarà il segretario nazionale dello Spi-Cgil Lucio Saltini a guidare il corteo varesino. Tra l’altro proprio lo Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil, che in questi giorni è a congresso, interromperà i lavoro per scendere in manifestazione». A Legnano, invece, la manifestazione partirà sempre alle 9.30 da piazza Monumento per concludersi alle 11 con un comizio – interverrà il segretario della CGIL Primo Minelli – in piazza san Magno.
In un documento firmato dalle tre sigle sindacali che hanno indetto lo sciopero sono presenti le diverse posizioni di merito che il sindacato ha assunto contro la Finanziaria 2006.
I temi spaziano dai tagli alla ricerca e innovazione alla riduzione di spesa per gli enti locali – 3 miliardi di euro agli enti locali e 2,5 alla sanità – ancora alla carenza di di interventi per il Mezzogiorno e fondi a favore della scuola.
«Se non cambiano le cose per salari e pensioni il futuro per molti non sarà facile, nonostante l’ottimismo del premier – ha affermato qualche giorno fa nel corso di un attivo in preparazione dello sciopero il segretario della Cisl Gianluigi Restelli. In questa Finanziaria non ci sono provvedimenti per la competitività, ma solo provvedimenti una tantum. Inoltre per le fasce più deboli non sono stati previsti per il recupero del potere d’acquisto delle pensioni, ma tutti i problemi sono stati scaricati sulle famiglie. Infine questo Governo, nonostante gli sia stato dato tutto il tempo per convocarci prima dello sciopero generale, non lo ha ancora fatto».
Per Marco Molteni, segretario della Uil, la questione centrale non è solo la finanziaria, ma anche di evitare di finire nel «ghetto della rivendicazione». Con questa definizione, Molteni cerca di allargare l’analisi ad una questione che va oltre il lavoro. «È indubbio l’iniquità di questa finanziaria, ma la sofferenza è di molte categorie legate anche a questioni più legate alla democrazia. Pensiamo ai magistrati, questo sciopero deve creare anche un ponte per la giustizia e per tutti coloro che stanno cercando di affermare la democrazia. Ecco io ho avvertito un certo disinteresse per questio sciopero, non c’è la giusta tensione perché la gente pensa che ormai tra due o tre mesi ci sarà il cambio al governo del Paese. Ma non bisogna abbassare la guardia perché in quattro mesi i danni che possono fare sono ancora tanti, visto tutte le leggi che stanno approvando in dirittura di arrivo».
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