Olio extravergine “made in Bosto”. Un’idea che fa bene

Pronte 140 bottiglie nate dall'idea del parroco di Sant'Imerio e da Enrico Marocchi (Acai). Finanzieranno adozioni a distanza. Bonacina e Specchiarelli: «Bella intuizione»

Sempre più persone, anche a Varese, utilizzano l’ulivo per ornare i propri giardini. E allora perché non provare a produrre l’olio, vista la posizione favorevole delle alture che circondano il lago di Varese? L’idea, originale e a prima vista forse un po’ balzana, è venuta al parroco di Bosto, don Pietro Giola e al presidente di Acai, Enrico Marocchi, che hanno dato seguito alla pensata stupendo un po’ tutti.
«Qui a Bosto siamo in molti ad avere le olive. Poi c’è anche il Nicora Garden con il proprio vivaio che ne produce qualcuna: insomma, abbiamo coinvolto amici, parenti, parrocchiani e soci dell’Acai e ci siamo messi a fare la raccolta che ha fruttato ben 480 chili» ha spiegato Marocchi.

«Il raccolto è stato poi portato all’Oleificio Vanini di Lenno,
in provincia di Como: un antico frantoio che trasforma in olio gran parte delle olive prodotte sul Lario. Ne è uscito un olio extravergine delicato, a bassissima acidità, che nel sapore ricorda quello della Riviera».

Oltre all’aspetto "tecnologico" è però interessante sapere che quest’olio può fare davvero bene a chi ha bisogno. Lo spiega don Pietro: «Venderemo le bottiglie (ne sono state prodotte 138 ndr) alla festa di Sant’Imerio e con il ricavato continueremo nelle opere che la nostra parrocchia ha già intrapreso: adozioni a distanza (i fedeli di Bosto hanno già contribuito ad aiutare 250 bambini e ragazzi) e cooperazione con la comunità di Vijayawada, in India. La vendita dell’olio è un ulteriore passo avanti».

Una nuova produzione agricola non poteva lasciare indifferenti né il direttore di Coldiretti, Ignazio Bonacina, né l’assessore provinciale Bruno Specchiarelli.
«L’idea di Bosto è interessante e non è certo campata per aria: sul Garda e sul lago di Como dove il clima è simile al nostro si riscontra una certa tradizione legata all’olio. A Varese non ci risulta che in passato ci fosse questa coltivazione, però siamo intenzionati a monitorare la situazione attuale. È ancora presto per dire se potremo realizzare qualcosa di importante, ma coinvolgeremo i nostri associati per capire se c’è dell’interesse verso l’olio».
Entusiasta, seppur con cautela, anche l’assessore Specchiarelli. «È incredibile come questa terra possa dare frutti e prodotti di ogni tipo. In molti non ci avrebbero mai scommesso. Da parte mia va un incoraggiamento a questa bella iniziativa: prometto attenzione nel caso ci possano essere sviluppi positivi».

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Pubblicato il 17 Novembre 2005
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