Raddoppiati gli immigrati in cinque anni. In aumento donne e bambini
Aumentano notevolmente gli immigrati provenienti dai paesi dell'Europa dell'Est. e nazionalità più rappresentative sono quella albanese e marocchina
Gli stranieri residenti in provincia di Varese sono raddoppiati in cinque anni: oggi sono più di 41 mila, contro i 23129 del 2000. Lo afferma il quarto rapporto Ismu sull’immigrazione presentato ieri a Villa Recalcati. Negli ultimi cinque anni gli immigrati nel Varesotto sono,dunque, aumentati costantemente con un picco tra i 2002 e il 2003 in coincidenza dell’ultima maxisanatoria. In termini percentuali la presenza di stranieri è passata, dunque, dal 2,8 per cento della popolazione complessiva della provincia di Varese al 4,9 per cento.
La maggior parte dei nuovi arrivi proviene da paesi extracomunitari (85,8%). Diminuiscono gli africani (29,1 % del 2004 contro il 30,4% del 2004), aumentano notevolmente (+ 145%) gli immigrati dai paesi dell’Europa dell’Est che rappresentano il 29,4% della popolazione straniera complessiva. Stesso discorso per quelli provenienti dal Centro e Sud America e dai paesi asiatici che incidono rispettivamente per l’11,9 % e 14%. Le nazionalità più rappresentative tra gli stranieri sono quella albanese e marocchina (41%). In crescita anche la comunità Ucraina e Romena, diminuisce, invece, la presenza di cinesi e di stranieri provenienti dai paesi dell’ex Jugoslavia.
La maggior parte degli stranieri è concentrata nel capoluogo (7920 pari al 18,9%), Gallarate (6045) e Cittiglio (4015). Nel nord della provincia, soprattutto a Luino e Cittiglio, prevalgono gli stranieri di origine comunitaria mentre nel sud prevalogono quelli di origini extracomunitaria. Aumenta sensibilmente la presenza delle donne (46,8 per cento) provenienti perlopiù dall’Europa dell’Est e dai Balcani. Gli stranieri presenti nelle scuole sono 6803, il 7,2 % della popolazione scolastica complessiva. Raddoppiati anche i nuovi nati: 880 nel 2004 contro i 445 del 2000, dato che pone con grande insistenza l’esigenza di adeguate politiche e programmi dedicati all’integrazione.
Nel 2004 oltre 15 mila stranieri sono stati avviati al lavoro, quattro volte di più rispetto ai dati del 2000. In aumento le lavoratrici donne (27,3%) impiegate soprattutto nell’assistenza agli anziani e nei lavori domestici. Il lavoratore straniero ha più di trent’anni e nella maggior parte dei casi (91,1%) è privo di titolo di studio. Vengono impiegati perlopiù nel settore terziario (66,2%) e solo un terzo, invece, viene assorbito dall’industria. Il contratto di lavoro più utilizzato è quello a tempo determinato (62% di tutti gli avviamenti.)
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