A Varese rinasce la stampa “clandestina”
Gira per la provincia un foglietto misterioso in 1500 copie. Cosa si nasconde dietro a "In Cantiere"?
Piccola definizione di stampa clandestina: una testata con cadenza regolare non registrata presso il Tribunale, senza il nome dell’editore, senza direttore responsabile o senza l’indicazione del sito di stampa. Ovvio, una definizione che appare piuttosto demodé, soprattutto nell’era di internet. Ma rimane comunque valida per la legge italiana, nonostante qualche piccola assurdità.
Se siete preoccupati per il ruolo che svolge vostro figlio nella redazione del giornalino dell’oratorio, forse state esagerando. Nessuno definirebbe questa pubblicazione clandestina, anche se risponde a tutti gli effetti a questa descrizione. Quando pensiamo al giornalismo clandestino pensiamo ai mitici opuscoli della carboneria, o a quelli degli antifascisti. Ma anche, per portare un esempio negativo, a quelli del terrorismo anni ’60. Nel senso comune abbiamo un’idea piuttosto mitizzata di testata clandestina, cioè quella di un giornalismo che mette in discussione un ordine precostituito. E a queste suggestioni non tutti sono in grado di rinunciare.
Ecco quindi che, da due mesi, circola per la provincia un foglietto. Si chiama “In Cantiere” e pare stia girando in 1500 copie, di mano in mano. Ha cadenza mensile (almeno per ora), non è depositato in tribunale, non ha un direttore né un editore. Al massimo possiamo accontentarci del luogo di stampa: Varese. Infittiamo il mistero: in genere gli editoriali non sono firmati, appaiono solo sigle. Chi produce questo giornale? Non è chiarito, anche se non è difficile capirlo. L’indirizzo e-mail di riferimento ha come dominio “unista.com”, che appartiene a Rifondazione Comunista.
Certo, non in molti si sogneranno di definirla testata clandestina, anche perché quello che scrivono sarà sovversivo, ma a livello retorico. Con il suo layout semplice semplice (uscito direttamente dai modelli del proibitissimo Microsoft Word), e la sua carta sottile sottile, fa molto pubblicazione vecchio stile. Sembra di avere per le mani la replica di un pezzo di storia.
Quale risultato si vuole ottenere con “In Cantiere”? Forse, azzardiamo, quello di suggerire che c’è un nuovo problema nel mondo dell’informazione, non tanto libera quanto crediamo. Una citazione decisamente intellettuale per affrontare un problema che, sia chiaro, non mettiamo in discussione. O, più semplicemente, si tratta di una piccola vestigia della cultura di sinistra. Nel frattempo attendiamo che ci arrivi, sottobanco si intende, il prossimo foglietto proibito.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
magicg su Quanti aerei atterrano e decollano da Malpensa? Il rumore sulle nostre teste sta diventando un problema
lenny54 su "Moschea" di via Giusti Varese, Galparoli attacca e parla di regalo politico, Palazzo Estense replica: "È lì da 30anni"
Fabrizio Tamborini su Più verde e meno cemento contro il calore: il nuovo PGT prepara Varese alle sfide del clima
principe.rosso su Fontana al Corriere torna a parlare della necessità di un cambio di passo nella Lega
principe.rosso su Sicurezza a Gallarate, Dall’Igna replica ai gruppi di Vannacci: “La campagna elettorale è già iniziata”
Felice su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.