Aids: per la prevenzione non ci sono più fondi
Una serie di interventi in una quindicina di scuole. Qualche punto informativo sul territorio: in provincia l'Aids non interessa più
Un camper che gira per le vie e piazze ed alcuni operatori a disposizione di chi voglia ascoltare vicino alla sala giochi del centro commerciale Le Corti. Questi saranno l’unico richiamo alla Giornata Mondiale contro l’Aids che si vedrà nella nostra provincia. Da tempo, ormai e più precisamente dal progetto De Virus, il territorio non conosce eventi importanti che richiamino alla gravità della situazione. Un silenzio condiviso a livello nazionale, per il vero, data la scarsità dei fondi in cui ci si dibatte.
"Lotta contro l’emarginazione" organizza a Varese un momento di sensibilizzazione aperto a tutti all’interno del centro commerciale "Le Corti".
«Un calo dell’attenzione – spiega Stefano Verduci della cooperativa lotta contro l’emarginazione – sul pericolo di contagio è uno degli aspetti negativi del momento in cui viviamo. I’Hiv aumenta tra le categorie non storicamente colpite dalla malattia, come gli etrosessuali. È ormai un dato di fatto, per questo non bisogna abbassare la guardia»
A Varese, però, la situazione è ancora più confusa a causa di un ufficio (MTS) che stenta a decollare in casa Asl. Un servizio che doveva inglobare e rinnovare l’impegno del C.A.S.A. nato all’interno del Dipartimento delle Dipendenze per seguire i problemi legati alla tossicodipendenza. Un’offerta che ha subito qualche problemino di avvio e che oggi si trova spettatore di un evento importante come quello del primo dicembre.
Eppure la nostra provincia vanta un ben triste primato: si conferma al sesto posto della classifica nazionale per numero di casi. La curva dei contagi, dopo anni di costante flessione, nel primo semestre di quest’anno ha visto una pur impercettibile inversione di tendenza. I contagi, oggi, non avvengono più tra i tossicodipendenti ma tra gli eterosessuali e, un triste ritorno, anche tra gli omosessuali, sintomo che qualcosa non va più nelle campagne di informazioni così efficaci negli anni ’90.
Il Dipartimento della Prevenzione dell’Asl continua, nonostante non ci siano più soldi, a fare opera di informazione nelle scuole: in una quindicina di istituti si raggiungono i ragazzi per far loro conoscere i rischi insiti nel virus Hiv. Al liceo scientifico Ferraris di Varese si sta tentando anche un esperimento in più: un progetto che verte sulle malattie a trasmissione sessuale, se darà frutti sarà esteso anche ad altri istituti.
Per ora rimangono un camper e un discobus: gli anni ’90 sono veramente lontani….
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