Castellanza, verso la sfiducia?
Si è svolta ieri sera lunedì 12 dicembre una tavola rotonda fra i candidati sindaci del 2004. Assente il sindaco Ponti
Come può succedere che una lista che nel 2004 ha avuto oltre il 40 per cento delle preferenze, a neanche metà del mandato si trovi già in così grandi difficoltà? Più semplicemente, che cosa succede a Palazzo Brambilla e perché?È per rispondere a queste domande che lunedì sera il Gruppo Prospettive – un’ associazione culturale castellanzese – ha organizzato alla Sala Conferenze della Biblioteca Civica un incontro per mettere a confronto i quattro ex candidati sindaci.
Il risultato è stata una serata piuttosto animata, su cui è però pesata per tutto il tempo l’assenza del sindaco, Maria Grazia Ponti (Città Viva), che con sei membri della sua maggioranza “dissidenti” – tra cui due assessori dimissionari – non vive un momento felice per la sua amministrazione. Ponti ha però fatto sapere, tramite un biglietto, che «la mia assenza non significa che rifiuto il dialogo, ma che in questo momento mi sembra necessario concentrarmi solo sulla situazione interna alla mia maggioranza».
E proprio su questo punto si è giocata gran parte della discussione: la crisi politica della maggioranza c’è o no?.Comune il giudizio dei tre esponenti di minoranza seduti al tavolo dei relatori, che, moderati dal direttore del settimanale Informazione Gianluigi Marcora, hanno parlato senza mezzi termini di crisi.
«La posizione della Lega è chiara – esordisce Marco Sartori (Lega Nord Forza Castellanza) -. Il documento che sei esponenti di Città Viva hanno distribuito è condivisibile: il problema è che sembra un manifesto da opposizione. Chi ha scritto queste cose deve fare critica e autocritica, non incolpare solo il sindaco. È necessario ammettere la situazione di crisi e votare una mozione di sfiducia».
Sugli stessi toni anche Mario Rossi (Orizzonte), che sottolinea soprattutto «lo scarso, se non inesistente, dialogo che questa giunta ha riservato alle minoranze in questo 18 mesi. Nel frattempo non sono però stati in grado di governare e di realizzare nessuno dei 15 punti del loro programma. Il problema è che in questa città manca un sindaco e stasera ne abbiamo la conferma».
Per quanto riguarda quindi gli scenari futuri, Mino Caputo (Insieme per Castellanza) prospetta un futuro a due vie. «Il sindaco non è stato in grado di valorizzare il proprio gruppo e la città, e lo si è visto nelle nomine di Castellanza Servizi e dell’assessorato al Bilancio. O questa maggioranza riesce a compattarsi in modo definitivo, o sarà necessaria una mozione di sfiducia. Come gruppo noi vogliamo però rimanere fedeli al mandato degli elettori e non prestarci a un doppio gioco: se questa maggioranza ha le forze, è giusto che vada avanti. Se si dimostra invece incapace, è necessario che si prendano provvedimenti».
Come però nel più classico dei dibattiti politici, la discussione si è poi persa in battibecchi fra esponenti delle diverse parti politiche e cittadini interessati ad avere una sola risposta: «Questa maggioranza resta o va a casa?».
E, come invece non capita spesso, l’ipotesi di sfiducia e la delusione nei confronti dell’operato di questo sindaco, è stata espressa dalla stessa Città Viva e da esponenti politici che sino a due settimane fa sedevano fra i banchi della Giunta.
La risposta, per il momento sembra rimandata al prossimo Consiglio Comunale.
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