Tre opere e un lascito al Castello di Masnago
Il lascito è ad opera della dottoressa Cesarina Gramsci, deceduta nel mese di aprile
Il Comune di Varese entrerà presto in possesso di tre opere, un quadro ad olio e due sculture in bronzo, frutto rispettivamente di un lascito e di una donazione. Durante l’incontro tra commissario prefettizio Sergio Porena e dirigenti, il responsabile del sistema museale, Alberto Pedroli, ha illustrato i due provvedimenti, a cui la giunta ha dato il via libera.
Il lascito, a favore del Castello di Masnago, è ad opera della dottoressa Cesarina Gramsci, deceduta nel mese di aprile, che ha indicato la volontà di far pervenire al Comune un prezioso quadro ad olio raffigurante il patriota Cesare Paravicini, “per il significativo valore storico dell’opera”. «La tela infatti – scrivono al Comune le esecutrici delle volontà testamentarie della signora Gramsci, pronipote di Paravicini – porta il segno della sciabolata che un gendarme austriaco durante una perquisizione ebbe a sferzare ai danni del ritratto del giovane patriota».
Per quanto riguarda la donazione – effettuata dalla signora Antonia Ambrosetti Trolli insieme al fratello Carlo in ricordo del padre Mario – si tratta di due sculture in bronzo realizzate dalla scultore varesino Angelo Frattini. Le sculture ritraggono Mario Ambrosetti, ed erano state richieste a Frattini proprio dai figli. Per il bronzetto del Butti raffigurante un Alberto da Giussano, la trattativa continua, nel tentativo di limare la richiesta del possessore.
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