Alle spalle un anno buio, gli italiani sperano nel 2006

Il sondaggio di Confesercenti definisce "da dimenticare" il 2005. Lorenzini: "Serve una svolta profonda"

Il 2005 è stato un anno da dimenticare, ma per il 2006 c’è una certa speranza di cambiamento. Questo il primo risultato emerso da un sondaggio promosso a livello nazionale da Confesercenti insieme alla società Swg sulla situazione del Paese e sulle aspettative dei nostri connazionali rispetto al futuro.

La attuale situazione economica è giudicata insufficiente dal 55% e negativa o pessima dal 40%, mentre a valutarla in modo nettamente positivo è solo il 5% degli intervistati. E in effetti i dati diffusi da Confesercenti sui consumi degli italiani parlano di pesanti tagli sulle spese che hanno toccato il 64% delle famiglie. I settori più colpiti sono stati abbigliamento (-43%), casa (-18%), vacanze (-18%) e alimentari (-14%).
Questa situazione però non intacca la fiducia sul futuro: i pessimisti per il 2006 sono in calo mentre circa il 70% degli italiani definisce "discreta" la propria situazione personale ed il 30% delle persone intervistate è convinta che siano in arrivo prospettive migliori. Non manca però una larga fascia (40%) di pessimisti.
Se la ripresa economica lascia ancora parecchi dubbi (quasi i tre quarti degli interpellati aspettano a giudicarla), il 23% sostiene che entro la fine dell’anno la situazione internazionale contaminerà positivamente il quadro economico italiano.

Per quanto riguarda gli investimenti futuri, la prudenza e la preoccupazione rimangono evidenti. È ad esempio più che dimezzato il numero di coloro che lo scorso anno ha dichiarato che avrebbe acquistato un immobile (9% contro il 20 precedente). Chi non compra ristruttura e consolida il proprio patrimonio, gli altri tagliano gli investimenti finanziari, mentre quasi la metà degli intervistati dice di non avere risparmi.

Sui dati del sondaggio è intervenuto il presidente della Confesercenti provinciale di Varese Cesare Lorenzini: «Questa è l’eredità che ci lascia un anno difficile ed una più ampia perdita di capacità competitiva del nostro Paese. Ora serve una svolta profonda che dia il senso che le cose stanno cambiando. Il Paese chiede programmi e fatti». In conclusione, Lorenzini sostiene: «Gli italiani vogliono stabilità e normalità, cercano confronti e non veleni».

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Pubblicato il 12 Gennaio 2006
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