Bollette alle stelle: “chiudono” due chiese
Tenere aperti gli edifici di culto la domenica costa troppo; tra i "tagli" la Madonna del Carmine dove celebrò messa Karol Woityla
Riscaldare una casa, di questi tempi, costa caro. Figuriamoci una chiesa, anche alla luce dell’impennata di inizio anno dei prezzi di elettricità e riscaldamento. Se poi poi ci mettiamo anche la crisi delle vocazioni, che provoca seri problemi alle parrocchie, soprattutto quelle decentrate, il gioco è fatto. Così il prevosto di Luino Don Giorgio Solbiati ha dovuto, suo malgrado, chiudere alla messa domenicale due luoghi di culto molto importanti per tutti i credenti luinesi: la chiesa della Madonna del Carmine e l’oratorio di San Giuseppe e Dionigi (foto sopra), entrambe frequentate anche dai turisti che le apprezzano molto.
Due edifici di culto di cui Luino va giustamente orgogliosa in quanto la prima, in cui celebrò messa, nel ’52, nientemeno che il futuro Pontefice Karol Woityla, è del cinquecento con begli affreschi e un organo storico; la seconda è un pregevole gioiello architettonico. Troppe chiese, pochi sacerdoti e don Giorgio che ogni domenica deve correre da una parte all’altra di Luino per celebrare messa ma la soluzione è presto
trovata: «Si è deciso, già da qualche tempo per la verità, – spiega don Giorgio – di aumentare gli appuntamenti domenicali con la messa nella chiesa prepositurale dei Santi Pietro e Paolo e di non celebrare nelle due chiese sul lungolago». Una decisione che ha fatto andare su tutte le furie soprattutto gli anziani che vivono nella zona sud della città a partire dal ponte sul Tresa fino a alla stazione che ora sono costretti, molti a piedi, a una lunga passeggiata al freddo per recarsi nella casa del Signore. (Nella foto qui a destra, la chiesa del Carmine)
Qualcuno pensa già di spostarsi nella parrocchia di Germignaga, ritenendola più vicina tradendo, almeno d’inverno, il secolare attaccamento alle chiese luinesi, ma il prevosto non torna sui suoi passi e adduce la difficoltà nell’essere sempre presente in così tante chiese.
Luino ne ha molte e, pur non pagando l’Ici, le strutture hanno bisogno di manutenzione continua e di una bella quantità di calore per non essere gelide, l’illuminazione poi non è da meno. A meno che non sia la stessa comunità dei fedeli ad attivarsi in qualche maniera le difficoltà rimarranno e le due chiese resteranno chiuse di domenica.
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