«Il futuro di Azzurra sarà lontano da Gallarate»
La replica dell'amministratore delegato dell'azienda Cristiano Carbogno, «l’avventura si chiude qui, ma spero riparta altrove»
Nei giorni scorsi era a Catania, Cristiano Carbogno de Simone, amministratore delegato di Azzurra Air. La sua replica non tarda ad arrivare: «Siamo in causa con 5 dipendenti per oltre un milione di euro – spiega visibilmente amareggiato -: un quadro, due dipendenti ordinari (la mia ex segretaria e l’ex contabile) e due manager. Non hanno lavorato per il bene dell’azienda, sono stati pagati fino a gennaio. L’80 per cento del personale si è comportato in maniera vergognosa. Per cinque mesi, da settembre a gennaio, hanno solo scaldato le sedie senza produrre una lira per la società, si sono messi in malattia per settimane: valuteremo singola situazione per singola situazione, calcolando i danni per l’azienda. Gli ex Azzurra in particolare hanno scaricato i propri problemi sulla compagnia».
Carbogno è amareggiato per il comportamento dei dipendenti, ma anche per quanto affermato da Ezio Colombo, segretario provinciale della Filt Cgil: «Il sindacato non si può permettere di denigrare un’azienda come la nostra che ha mantenuto iscritti Cgil per oltre 10 mesi, con 4 mesi e mezzo di malattia. Cgil non ha mai voluto il confronto, da subito ha avuto un atteggiamento pregiudiziale. Il sindacato dovrebbe collaborare con le società, non affossarle. Visto che Colombo dice che si tratta di truffa, l’azienda e gli amministratori valuteranno se e come intraprendere le vie legali per tutelare la propria immagine».
A bloccare lo sviluppo di Azzurra, secondo l’amministratore delegato, innanzitutto problemi “tecnici”: «L’impossibilità di avere le certificazioni per i tre aerei (2 Atr 72 e un Boeing 767) che abbiamo contrattualizzato – spiega Carbogno – ha impedito alla compagnia di fare quello che si era prefissata. Siamo stati costretti a fare il broker, non siamo certo partiti con questo obiettivo. Inoltre abbiamo in corso un’altra causa penale e civile contro un ex dipendente dello staff dirigenziale, che ha ulteriormente complicato il nostro cammino. Ci sono stati senz’altro errori della dirigenza, ma il clima in azienda è stato da subito complicato».
Il futuro di Azzurra comunque sarà lontano da Gallarate. Lo conferma Carbogno, che con molte probabilità lascerà la compagnia: «Abbiamo licenziato tutti i dipendenti della sede gallaratese – spiega -: l’avventura si chiude qui, ma spero riparta altrove. È in fase di realizzazione un progetto serio che prevede la divisione dell’azienda: una parte si occuperà del comparto aereo e turistico e un’altra, curata dal presidente Alberto Denzler, proseguirà sulla strada della costruzione di un centro d’eccellenza dei trasporti. Denzler stesso ha appena concluso un accordo a Mosca per certificare i Tupolev. Io mi occuperò della parte aerea e turistica, che sarà rilevata da un gruppo imprenditoriale che sposterà l’operatività in un’altra città. A Malpensa resterà comunque una base. Il progetto iniziale è solo rimandato, resta l’amaro in bocca perché volevo realizzarlo con Azzurra».
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