A Ispra la prima tappa italiana delle guardie svizzere
Venerdì 7 settanta ex soldati sbarcheranno al porto della cittadina per poi proseguire la loro marcia verso Roma
Settanta ex guardie svizzere provenienti da Bellinzona sbarcheranno il 7 aprile alle 17.15 al porto di Ispra sul Lago Maggiore. E’ la prima tappa in territorio italiano della marcia commemorativa alla volta di Roma lungo l’antico itinerario della via Francigena percorso dai soldati svizzeri che si misero nel 1506 al servizio del Papa.
Sono passati infatti cinquecento anni dalla bolla del 21 giugno 1505 con la quale Papa Giulio II comunicava agli stati “Confoederatis Superioris Alemanniae” di aver dato incarico al Canonico Peter von Hertenstein di guidare a Roma 200 soldati svizzeri con il loro capitano Kaspar von Silenen “pro custodia palatii nostri”.
Dopo aver valicato le Alpi, attraversato la Lombardia e la Toscana, il capitano Kaspar von Silenen e le reclute svizzere entrarono a Roma da Porta del Popolo il pomeriggio del 22 gennaio 1506. Benedette dal Papa in Piazza San Pietro, le guardie iniziarono quel giorno stesso il loro servizio nel Palazzo Apostolico. Nasceva così la Guardia Svizzera Pontificia.
La riedizione di quella storica marcia durerà in tutto 27 giorni con l’ingresso nell’Urbe previsto per il 4 maggio dove avverrà una solenne cerimonia di ricevimento da parte della Guardia attiva in Piazza del Popolo, al termine della quale, il gruppo di marciatori, scortati dalla Banda dell’Esercito Svizzero e da rappresentanze militari, raggiungerà Piazza San Pietro per ricevere la benedizione di Papa Bendetto XVI.
In provincia di Varese, la marcia interesserà i comuni di Ispra, Angera (fraz. Barzola) Taino, Sesto Calende, Golasecca, Somma Lombardo (Fraz. Carezza e Maddalena), Vizzola Ticino (Fraz. Castelnovate), Lonate Pozzolo (Fraz. Tornavento). Domenica 9 aprile la marcia ripartirà da Tornavento alla volta della provincia di Milano.
Per la complessità dell’evento, il Comando della Guardia ha richiesto la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato che accompagnerà i marciatori durante l’attraversamento delle aree boscate.
Il Corpo Forestale dello Stato ha individuato come testimoni della natura gli alberi perché costituiscono quel “meraviglioso filo verde” che unisce uomini e nazioni. E infatti, l’ “Albero della Guardia Svizzera” – un esemplare di Tiglio selvatico (Tilia cordata) donato dal Corpo Forestale alla Guardia – al termine della lunga marcia da Bellinzona a Roma – segnerà il punto di arrivo del “filo verde” nei Giardini Vaticani come “Testimone del V Centenario”.
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