Archiviate le politiche, riparte la corsa a Palazzo Borghi
Forza Italia, An e Udc con Mucci, Lega alla finestra. Sinistra con le ossa rotte e senza un candidato unico. Fioriscono le liste civiche
Non ancora smaltita la sbornia delle politiche, a Gallarate si comincia a parlare delle elezioni amministrative del prossimo 28 maggio. Il dato inequivocabile è che la Casa delle Libertà ha vinto e Forza Italia si è confermato di gran lunga primo partito della città. In vista delle elezioni che dovranno esprimere il nuovo sindaco della Città dei Due Galli la CdL è ovviamente soddisfatta del risultato e prosegue sulla strada che porterebbe, dati alla mano,
alla rielezione di Nicola Mucci (foto): «Abbiamo governato bene, con una giunta che è rimasta la stessa per cinque anni – spiega a urne ancora calde Massimo Bossi, coordinatore cittadino di Forza Italia -. Mucci sarà un valore aggiunto per la CdL. Resta solo da vedere cosa decideranno di fare i nostri alleati». Decisi ad appoggiare la candidatura del sindaco uscente Alleanza Nazionale e Udc, entrambi cresciuti in questa tornata elettorale: «L’Udc non ha mai messo in dubbio l’appoggio a Mucci – spiega Quintino Magarò, capogruppo uscente -. Il nostro partito ha quasi raddoppiato i consensi e insieme, senza fronzoli e senza strane alchimie, siamo oltre il 60 per cento. Sono ovviamente fiducioso, mi auguro che confermeremo questo dato e anzi aumenteremo il vantaggio». Anche An è cresciuta rispetto alle ultime tornate elettorali: più 1 se si fa il confronto con le Regionali del 2005, addirittura 2,2 se il raffronto è con le Europee 2004: «La soddisfazione è ovvia – spiega Giuseppe Martignoni, dirigente cittadino -. L’impegno per continuare sulla strada tracciata sarà massimo. Gli incontri per definire programmi e accordi cominceranno subito».
Chi non ha ancora sciolto la riserva è la Lega Nord. Il Carroccio a Gallarate esce con le ossa rotte dalle politiche: il 12,8% alla Camera è inferiore di ben 4,3 punti percentuali rispetto alle Regionali: «Non possiamo essere soddisfatti, c
i ha penalizzato l’assenza mediatica – spiega il commissario cittadino Matteo Ciampoli -. Per le strategie elettorali è presto: dovremo riflettere nei prossimi giorni. Per noi restano ferme le istanze programmatiche ripetute negli scorsi mesi». Le voci intanto corrono veloci: la base vuole la Lega da sola, magari con Giovanna Bianchi o Luigi Peruzzotti (foto), non più in Parlamento, come candidati: «Nomi certamente validi – spiega Ciampoli -, ma è presto per sbilanciarsi».
Nell’orbita del centrodestra gravitano anche Dc/Psi e Alternativa Sociale, due partiti che non possono gioire per il risultato elettorale delle politiche. Fabio Castano (foto) , coordinatore cittadino del partito guidato da Alessandra Mussolini ha lanciato la propria candidatura a suo tempo, mentre Donato Lozito, segretario della Dc, ha ribadito più volte l’appoggio alla CdL. Inoltre ci sono le liste civiche
nell’area del centrodestra annunciate dall’assessore allo Sport Salvatore Cosco e dal “parrucchiere delle dive” Gianni Sparacia: due ex tesserati Forza Italia, che hanno espresso la volontà di pescare nell’elettorato moderato e nei delusi della politica, che rifiutano le classiche dinamiche partitiche. Claudio Bartoli e Angelo Luini, due ex leghisti, non staranno a guardare e nel caso la Lega scegliesse di correre da sola, potrebbero optare per due liste civiche in appoggio esterno al Carroccio.
Più vaga la situazione a sinistra. Le politiche hanno fatto segnare l’ennesimo risultato negativo. I nomi all’indomani della batosta elettorale sono gli stessi: Pierluigi Galli, Angelo Senaldi, Ennio
Melandri e Andrea Buffoni (foto). L’Ulivo, lista che ha riunito alla Camera i voti di Ds e Margherita, ha raccolto un punto percentuale in meno rispetto alle Regionali, mentre al Senato la Margherita ha superato i Ds dello 0,6 per cento. Le consultazioni tra i vertici dei partiti del centrosinistra saranno febbrili e a breve dovrà uscire il nome del candidato, con PdCi e Rifondazione, unici partiti dello schieramento che faceva riferimento a Romano Prodi ad aver aumentato il consenso, che chiedono maggior considerazione: «L’asse si è spostato – ha detto chiaramente Stefano Rizzi -, la sinistra si è affermata sui moderati, è ora di confrontarci e chiarirci, tenendo fermo il progetto unitario». La bandiera dell’unità viene sventolata anche da Galli (Ds): «Uniti si può tentare di vincere, anche se scalfire la destra sarà dura». Buffoni sta alla finestra: la sua candidatura è sul piatto, nel caso l’Unione non ne farà il proprio candidato, è pronto a correre da solo. La Rosa nel Pugno è andata male, ma ci sono migliaia di voti come pesante dote da far pesare al tavolo della politica. La sensazione è che il destino del centrosinistra gallaratese verrà deciso altrove.
i ha penalizzato l’assenza mediatica – spiega il commissario cittadino Matteo Ciampoli -. Per le strategie elettorali è presto: dovremo riflettere nei prossimi giorni. Per noi restano ferme le istanze programmatiche ripetute negli scorsi mesi». Le voci intanto corrono veloci: la base vuole la Lega da sola, magari con Giovanna Bianchi o Luigi Peruzzotti (foto), non più in Parlamento, come candidati: «Nomi certamente validi – spiega Ciampoli -, ma è presto per sbilanciarsi».
nell’area del centrodestra annunciate dall’assessore allo Sport Salvatore Cosco e dal “parrucchiere delle dive” Gianni Sparacia: due ex tesserati Forza Italia, che hanno espresso la volontà di pescare nell’elettorato moderato e nei delusi della politica, che rifiutano le classiche dinamiche partitiche. Claudio Bartoli e Angelo Luini, due ex leghisti, non staranno a guardare e nel caso la Lega scegliesse di correre da sola, potrebbero optare per due liste civiche in appoggio esterno al Carroccio.
Melandri e Andrea Buffoni (foto). L’Ulivo, lista che ha riunito alla Camera i voti di Ds e Margherita, ha raccolto un punto percentuale in meno rispetto alle Regionali, mentre al Senato la Margherita ha superato i Ds dello 0,6 per cento. Le consultazioni tra i vertici dei partiti del centrosinistra saranno febbrili e a breve dovrà uscire il nome del candidato, con PdCi e Rifondazione, unici partiti dello schieramento che faceva riferimento a Romano Prodi ad aver aumentato il consenso, che chiedono maggior considerazione: «L’asse si è spostato – ha detto chiaramente Stefano Rizzi -, la sinistra si è affermata sui moderati, è ora di confrontarci e chiarirci, tenendo fermo il progetto unitario». La bandiera dell’unità viene sventolata anche da Galli (Ds): «Uniti si può tentare di vincere, anche se scalfire la destra sarà dura». Buffoni sta alla finestra: la sua candidatura è sul piatto, nel caso l’Unione non ne farà il proprio candidato, è pronto a correre da solo. La Rosa nel Pugno è andata male, ma ci sono migliaia di voti come pesante dote da far pesare al tavolo della politica. La sensazione è che il destino del centrosinistra gallaratese verrà deciso altrove. La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
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