Binelli: «Anche io sono stato messo da parte dalla Lega»

La lista del Carroccio per le amministrative ha escluso nomi eccellenti. Il segretario cittadino del Carroccio giura: "non è una vendetta personale"

Si dice cristiano e cattolico praticante, ma il segretario cittadino della Lega Nord, Fabio Binelli, ad applicare la regola "porgi l’altra guancia" non ci pensa nemmeno per un attimo. La notizia che alcuni papaveri della segreteria cittadina, tra cui l’ex segretario Marco Cerini, i consiglieri Attilio Ossola, Maria Luigia Bronzi e Sergio Terzaghi, siano stati esclusi dalla lista del Carroccio per le amministrative, ha fatto discutere molto la base del movimento.
(Foto: da sinistra Marco Cerini e Fabio Binelli si stringono la mano)

Binelli, come spiega l’accantonamento di certi nomi che per la Lega Nord cittadina hanno avuto un ruolo importante in questi anni?
«L’esclusione di Cerini, Ossola e Bronzi non ha nulla di personale. Volevamo dare un segnale politico e amministrativo di discontinuità con il passato. Sia la candidatura di Attilio Fontana che la lista rinnovata, con nomi presi dalla base e dal popolo leghista, rispondono a questa esigenza. Mentre Terzaghi ha scelto di non ricandidarsi».

Sì, però Cerini era il suo antagonista al ruolo di segretario. E lei, nell’era Fumagalli, è stato in sala di attesa per cinque anni. Vista da fuori, ha un po’ il sapore della vendetta.
«No. Innanzitutto i giornali hanno fatto delle anticipazioni sulla lista senza che queste siano state presentate ufficialmente e quindi con molte imprecisioni, più congetture che fatti. Cerini e altri consiglieri avevano appoggiato l’ex sindaco Aldo Fumagalli in un’azione amministrativa a scapito del discorso politico, che per noi è importante. Insomma, a nessuno piace essere escluso, ma il compito di un segretario politico è fare delle scelte politiche e dare un segnale forte. Possiamo forse negare che la Lega esce ridimensionata dall’ultima tornata elettorale? Non si puo’, e allora occorre invertire il corso delle cose. Ad esempio, nessuno ha scritto che tra i nostri candidati ci sono due operai. A quelli che oggi si lamentano, rispondo che con Fumagalli io non mi sarei mai ricandidato, eppure qualcuno lo avrebbe fatto. Sa come si dice: un tanto al tocco».

Senta, voi vi definite federalisti ma sembra che il movimento nelle scelte dei candidati, come nel caso di Attilio Fontana, prediliga il centralismo. Come lo spiega?
«È vero Fontana ci è stato imposto dall’alto. Ma quando Giorgetti ce lo ha riferito, noi abbiamo fatto presente il clima che c’era nella base e l’esigenza di scelte condivise, una richiesta su cui tutti siamo d’accordo. Il problema non era il candidato, anzi Fontana è il nome che riesce a conciliare esigenze amministrative e politiche».

Avete avuto lo stesso atteggiamento per l’esclusione di Max Ferrari?
«Per molti di noi la sua espulsione è stata un dolore personale. Io l’ho visto crescere nel movimento ed era uno che incarnava il sentimento della base».

Però è stato espulso…
«La decisione è arrivata dall’alto e il suo caso dovrebbe far riflettere i vertici della Lega. Per statuto loro possono prendere questa decisione, ma andava verificato l’iter, le motivazioni e le spiegazioni della decisione».

Perché Fassa non è stato espulso? Mai una parola contro di lui. Eppure ha fondato una sua lista civica dopo l’esperienza con la Lega.
«Perché non ce n’era bisogno, lui non ha più rinnovato la tessera alla naturale scadenza e quindi è decaduto per morosità».

Come avete vissuto la sua allenza con l’Udc e il fatto che vi costringerà ad andare al ballottaggio?
«Noi tutti abbiamo rispetto e stima di Fassa perché con lui la Lega Nord ha vissuto il suo momento più bello e alto. Io lo stimo molto e prendo atto di questa sua scelta tattica».

La Casa delle libertà non ha ancora digerito la candidatura Fontana. A che punto siete?
«Stiamo lavorando ai programmi con Fi e An. Difficilmente la Lega arretrerà sul nome del suo candidato. Abbiamo già ceduto su Busto Arsizio e sebbene Marco Reguzzoni sia un ottimo amministratore pare che non voglia ricandidarsi alla guida della Provincia. Quindi teniamo duro su Fontana».

Nella lista non c’è nemneno Maroni. Da candidato sindaco a escluso dalla lista?
«(Sorride ndr) Roberto Maroni aveva dato la sua disponibilità e certamente sarebbe stato un capolista autorevole. La filosofia della Lega Nord in città è che non deve dipendere e non deve disperdere i grandi nomi. Questi devono pensare come servirla al meglio. Bisogna riportare la Lega tra la gente comune»

Tutti gli eventi

di giugno  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 24 Aprile 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.