Guglielman: “Busto non cada nel localismo”
Stimolato dalle domande della stampa, il commissario prefettizio analizza con acume la situazione attuale della città e le potenzialità "che essa non sempre sa riconoscere"
Del commissario prefettizio Paolo Guglielman (foto) ormai a Busto è stato detto tutto il bene possibile: mancano solo la petizione al ministero degli Interni per farlo restare ancora un po’ e la richiesta d’avvio della causa di beatificazione. Chi avrebbe mai detto che un romano sarebbe stato così benvoluto nella tana della Lega?
Il fatto è che in città serpeggiavano umori e questioni in sospeso da tempo, e dopo un anno di politica davvero stressante, e una crisi che ha semiparalizzato la città, l’arrivo di un commissario è sembrato il tocco di una bacchetta magica. Ritrovatosi così, suo malgrado – anche per la sua disponibilità e umanità, va detto – a recitare la parte del "giustiziere" venuto a riportare legge, ordine ed efficienza, Guglielman, ha lavorato in silenzio e bene da febbraio ad oggi. Giusto credito va dato anche alla sua vice Lucrezia Loizzo (sotto), che lo ha affiancato nelle ultime settimane (Guglielman continua infatti a "pendolare" tra Busto, Roma e Niscemi, in Sicilia, suo altro incarico).
Anche ieri, durante la conferenza stampa di presentazione del bilancio 2006, il commissario non ha evaso le domande dei giornalisti, anche quando queste toccavano tasti di rilevanza in qualche misura politica. Richiesto di un commento su Busto, sui suoi pregi e difetti come li vedeva dopo due mesi di frequentazione con le problematiche amministrative, il commissario dapprima si è schermito: "sarei supponente se dopo apena due mesi volessi dare un giudizio globale della città". Ma l’analisi che ha compiuto in seguito va registrata, merita attenzione, perchè viene da una voce esterna, capace di cogliere certe dinamiche senza farsi influenzare da convenienze politiche, prudenze, o amor proprio campanilistico.
"Direi che Busto mi è apparsa una città in cui è in atto una grande trasformazione. Forse essa ancora non è ancora consapevole delle proprie potenzialità. Mi spiego: Busto si è persa nel tempo in una serie di scontri un po’ ‘poveri’ – da quelli interni all’amministrazione uscente, a quelli con altri enti territoriali. Credo che ciò sia dovuto ad un approccio troppo localistico". Marco Reguzzoni apprezzerà sicuramente dalla sua visuale di Villa Recalcati, dopo aver lanciato il suo allarme giusto un anno fa su questo aspetto. Ma c’è di più: "i Comuni vicini hanno prontamente aderito a sollecitazioni, inviti e proposte di dialogo venute da questa amministrazione commissariale", segno che i margini di miglioramento delle relazioni ci sono.
Che la buona accoglienza da parte di enti a lungo freddini verso Busto sia dovuta solo al fatto che Guglielman non è bustocco? Difficile dirlo. Il commissario, comunque, si augura che la prossima amministrazione – "il ruolo della politica è fondamentale e insostituibile" ripete – sappia "tenere conto" di questi elementi. Anche perchè, aggiunge, "le potenzialità di relazione della città sono tali da conferirle una leadership naturale in tutta l’area dell’Alto Milanese – una leadership che sarà tanto più accettata quanto più Busto saprà rinunciare ad atteggiamenti localistici per il bene del territorio". Un discorso quasi da presidente di provincia.
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