Sandro Gamba tra i miti del basket mondiale
L'ex coach di Varese e Nazionale entra a far parte della Hall of Fame: "Sigillo a 60 anni di carriera"
Nikolic, Dino Meneghin e, dalla scorsa notte, Sandro Gamba: se serviva una conferma planetaria all’epopea della Grande Ignis questa è arrivata da Springfield, Massachussets, la patria della pallacanestro mondiale. L’allenatore milanese è infatti stato eletto nella Hall of Fame, il museo del basket che accoglie tra le sue mura solo i grandissimi protagonisti di questo sport. Gamba è il terzo italiano a riuscire nell’impresa, dopo Cesare Rubini e, appunto Meneghin.
L’importanza della sua elezione, decisa da un gruppo di esperti, è sottolineata anche dalla qualità degli altri "prescelti" per il 2006: Joe Dumars, Charles Barkley, Dominique Wilkins (categoria giocatori), Geno Auriemma (allenatori) e David Gavitt (dirigenti).
Gamba nel proprio curriculum vanta risultati di grande risalto: dopo aver giocato nelle fila del Simmenthal è diventato capo allenatore proprio delle Scarpette Rosse nel periodo 1965-1973. Nell’estate ’73 l’approdo a Varese unica scelta possibile per sostituire il mito Aza Nikolic: con le insegne di Ignis e MobilGirgi vince due scudetti (1974 e ’75) e due coppe dei Campioni (1975 e ’76). Nel 1977 approda a Torino e dopo due stagioni assume la guida della Nazionale. In azzurro scrive alcune delle più belle pagine del basket italiano, compresi l’argento olimpico di Mosca e il titolo europeo di Nantes. Oggi insegna al centro studi e formazione in psicologia della sport a Milano ed è il selezionatore della formazione di giovani talenti del basket mondiale che ogni anno sfida i migliori giovani americani.
«In passato ero stato tra le nomination, ma quest’anno non me l’aspettavo» ha commentato Gamba telefonicamente a VareseNews. «Sono molto orgoglioso, sia perché questo riconoscimento mi arriva dagli americani, sia perché ritengo che sia il sigillo a circa 60 anni di carriera nella pallacanestro. Penso di aver fatto molte rinunce e molti sacrifici, ma queste onoreficenze li ripagano».
L’elezione completa una sorta di "staffetta" tra Gamba e tre altri "miti" del basket italiano e varesino. «Sono stato a fianco di Rubini per quarant’anni: prima da compagno di squadra, poi da tecnico. Meneghin è invece stato "ai miei ordini" per nove anni: quattro con Varese e cinque con l’Italia. Nikolic infine è stato il mio predecessore sulla panchina di Varese».
Il suo arrivo nella Città Giardino fu opera del g.m. Giancarlo Gualco. «Mi contattò e mi chiese se potevo essere interessato ad allenare Varese; gli dissi che la proposta era interessante ma per qualche mese non lo risentii. Poi mi richiamò, mi convocò: dopo una chiacchierata con Guido prima e Giovanni Borghi poi dissi sì, nonostante arrivassi dalla rivale Simmenthal».
Proprio la sua militanza nelle "scarpette rosse" causò qualche mugugno tra i tifosi gialloblù. «Ma tutto finì dopo poco tempo, appena la squadrà ingranò: a sei mesi dal mio arrivo infatti fui premiato da Camillo Faoro, presidente del Basket Club, uno dei capi della tifoseria. Mi disse che Varese non aveva mai giocato così bene e che il pubblico non si era mai divertito tanto come con il mio basket. E forse questo è il ricordo più dolce che ho del mio periodo sotto il Sacro Monte».
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