Furti e truffe, il risarcimento è servito
L'iniziativa è patrocinata dall'Ue, ma non decolla. La gente ha paura di rivivere il trauma vissuto
C’è chi ha paura di restare solo in casa dopo aver subito un furto, chi ha l’ossessione di essere spiato o inseguito e chi teme perfino di uscire per paura di essere scippato.
«Non basta trovare il colpevole per risolvere il problema di chi ha subito un reato. La vittima deve essere ascoltata e assistita e se è possibile si deve fare in modo che possa ottenere il risarcimento per il danno subito». Fiorella Vendermini, responsabile del progetto “Access”, spiega il funzionamento di V.O.I.C.E., lo sportello del Comune di Varese a sostegno delle vittime di reato.
«Non si tratta di un nuovo servizio ma di un progetto partito già da alcuni mesi. Eppure non riusciamo a capire perché, nonostante le denunce di furti, scippi e violenze siano sempre più frequenti, solo poche persone si siano rivolte alla nostra assistenza».
Tutto ciò alla luce dei dati che le forze dell’ordine periodicamente pubblicano: seppur di poco, i reati contro il patrimonio non accennano a diminuire. Perchè, allora, così poche persone si sono rivolte allo sportello comunale?
Forse per la carenza di informazioni, «ma anche per la paura di rivivere lo stress provocato dall’aver subìto un reato, o un raggiro» spiegano dal Movimento Consumatori di Varese. Anche per questo motivo l’associazione varesina ha organizzato un incontro aperto al pubblico alle 21 di domani alla sede di piazza De Salvo.
Lo sportello, situato presso la sede della Polizia Locale di Varese, è stato infatti poco sfruttato dai cittadini sebbene i servizi offerti siano diversi e interessanti. «Noi forniamo un pronto intervento e un sostegno immediato a chi subisce un danno e parlo in particolare delle persone anziane che spesso da sole non riescono a superare il problema – ha aggiunto Fiorella Vendermini -. E dove il fatto è così grave da far rimanere sprovvista la vittima del necessario per sopravvivere abbiamo a disposizione anche dei risarcimenti in denaro. Ma non è tutto: sappiamo che anche la Regione Lombardia eroga dei fondi a chi ha subito lesioni e violenze fisiche e possiamo attivarci per ricorrere anche a questo tipo sostegno: è importante che la gente sappia che esiste questa possibilità».
L’iniziativa è nata lo scorso anno su proposta dell’Unione Europea e la Città Giardino è stata la prima in Italia ad averla avviata in collaborazione con la Polizia Locale e i Servizi sociali del Comune.
«I contenziosi penali sono in crescita e questa iniziativa dovrebbe essere spinta e suggerita anche da chi lavora all’interno del tribunale – ha commentato Barbara Cirivello, presidentessa del Movimento Consumatori -. Il sostegno psicologico infatti non è da sottovalutare ed è molto importante per superare la paura che segue questo tipo di fatti è per questo che la nostra associazione farà il possibile per diffondere questa iniziativa».
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