Il fascino dei grandi telescopi

Questa sera a Villa Truffini una serata del Gat- Gruppo astronomico tradatese sulla storia dei telescopi con l'esperto Giuseppe Macalli

Nuovo appuntamento  del Gat-Gruppo astronomico tradatese. Questa sera alle 21 a Villa Truffini, Giuseppe Macalli, grande esperto di cielo in diretta  e di  telescopi, coadiuvato da Roberto Crippa  (Presidente della fondazione FOAM13 che gestirà il futuro Osservatorio astronomico) presenterà una affascinante serata sul tema: "Storie di telescopi, telescopi nella storia".

"I telescopi, si sa, sono gli strumenti fondamentali per osservare le stelle – spiegano gli organizzatori – Meno nota è, però, tutta una serie di vicende epiche ed a volte drammatiche, che hanno permesso la realizzazione  dei maggiori  strumenti a lente (‘rifrattori’) del secolo passato (il XX°). Su questo argomento, del quale Macalli è un esperto assoluto, esistono informazioni  quasi sconosciute alla gente comune.  Per esempio non tutti sanno che  il maggior telescopio a lente mai costruito, ha un diametro di 102 cm e venne realizzato nel 1897 per l’Osservatorio americano di Yerkies, dove lavora ancora benissimo.  Dimensione, però, non vuol dire anche perfezione. Così  la  ‘lente’ più perfetta di sempre ha un diametro di 61 cm ed venne realizzata  nel 1899 per l’Osservatorio pirenaico di Pic du Midi. Dopo oltre mezzo secolo di semi-abbandono,  venne ‘riesumata’ nel 1966 dal famoso  A. Dolfus che, con essa, ottenne le migliori immagini planetarie  del secolo XX.  Sì, perché,  per l’osservazione planetaria,  i  rifrattori (ossia gli strumenti a lente, i cannocchiali, insomma) rimangono imbattibili".

Ci si potrebbe chiedere  come mai  nessun rifrattore  abbia mai superato  il diametro di 102 cm di Yerkies. Ecco la risposta di Giuseppe Macalli: "Quando una lente  aumenta troppo di dimensione, finisce per deformarsi sotto il suo stesso peso,  perdendo  in efficienza e nitidezza”. In realtà, nel passato,  tentativi  per  costruire ‘lenti’ giganti non mancano. La  più famosa risale  all’esposizione mondiale di Parigi del 1900, quando venne  costruito  un rifrattore con lente di 125 cm  e lunghezza di ben 60 metri  (sì, proprio 60 metri!). Tanto grande e pesante che  era impossibile  da muovere  e gli oggetti celesti  potevano essere  indirizzati verso di esso  tramite  un apposito specchio  esterno (celostata), che rifletteva nel mega-telescopio le regioni di cielo da inquadrare.  Rimane il fatto che  se si è fermata la corsa ai grandi  rifrattori, gli strumenti a lente  di modeste dimensioni (10-30 cm)  sono attualmente tra i più diffusi ed apprezzati da  chi fa osservazioni planetarie.

Alcuni di questi strumenti questa sera saranno  direttamente  in visione del pubblico di Villa Truffini, cui il Gat riserva un’altra ghiotta sorpersa: sarà infatti disponibile  il cd rom  sulla fantastica eclisse  totale di Sole dello scorso 29 marzo con una  selezione delle migliori immagini e della documentazioen della spedizione organizzata dal Gat per seguire l’evento.

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Pubblicato il 22 Maggio 2006
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