L’ira dei sindacati: “Sfileremo in centro sabato 20 maggio”
Impietosa l'analisi fatta dai rappresentanti dei lavoratori circa la situazione del Comune, gravemente sotto organico, e le sue cause
I circa 60 precari del Comune ne hanno le tasche piene. Non di soldi, purtroppo, ma dell’incertezza sul posto, che per molti sta diventando una quasi certezza di perderlo. In mattinata si è tenuta presso il Museo del Tessile un’assemblea con i precari impiegati dal Comune e rappresentanti dei sindacati presenti nella Rsu. A seguito di tale riunione si è deciso di non procedere allo sciopero, bensì ad una manifestazione per le vie del centro, al cui data è stata fissata in sabato 20 maggio alle 15,30, con partenza dal muncipio in via Fratelli d’Italia. "Sfileremo davanti ai gazebo dei vari partiti e candidati alle amministrative; tutti i cittadini sono invitati ad unirsi a noi" spiegano i sindacalisti. La manifestazione non sarà certo l’unica iniziativa prevista: infatti giovedì 18 maggio alle 21, sempre presso il Museo del Tessile, si terrà un incontro sul tema del lavoro cui sono invitati tutti i candidati sindaci. E se è vero che ogni limite ha una pazienza, saranno gli aspiranti primi cittadini a verificarlo in prima persona in tale occasione.
Angiolino Liguori di Csa-Fadel è tra i più duri nella sua analisi della situazione e delle politiche che l’hanno causata. "Come Rsu abbiamo preparato un documento, inviandolo a Provincia, Regione e Ministero della Funzione Pubblica. Voglio proprio vedere cosa accadrà quando qui arriveranno gli ispettori dal ministero".
L’organico del Comune è la metà di quello di Varese, appena 400 dipendenti: "il commissario prefettizio Guglielman era sconvolto da quello che ha visto qui" riferisce Fausto Sartorato di SinCobas. "Si chiedeva come facessimo a far funzionare l’amministrazione". "Qui chi si insedia come sindaco comincia subito a spostare personale di qua e di là" denuncia Rosa Sculco, sempre di SinCobas. "È vero, anche il commissario lo ha fatto: però a ragion veduta e in base ai nostri suggerimenti". Fra le misure prese da Guglielman nelle ultime settimane spiccano i cambiamenti d’orario degli uffici comunali, "perchè ormai non si riesce più nemmeno a garantire il servizio minimo".
"Il colmo è che fino al 2003 il Comune poteva benissimo assumere ma non lo ha fatto: dieci anni di politiche scriteriate ci hanno ridotti così" tuona Liguori. "Ma siccome non voglio politicizzare la cosa, dico anche all’opposizione, che adesso si dà tanta pena per noi: dov’erano in questi anni, quando denunciavamo il disastro incombente?" Dato a Rifondazione quel che è di Rifondazione ("le uniche interrogazioni in materia le hanno fatte loro" azzarda Sartorato), il problema resta. Come ricorda anche Fabio Agatea (Al Cobas), "il paradosso è che il Comune i soldi li ha, ma non li può spendere". "Per dieci anni le amministrazioni che si sono succedute non hanno assunto, ma nemmeno risparmiato: i soldi non dati ai dipendenti andavano in consulenze esterne" denunciano a una voce i sindacalisti; "Non è una gestione economicamente seria, c’è gente che lavora per il Comune da 25 anni ma negli ultimi dieci ha visto davvero l’incompetenza al potere. In queste condizoni, se la macchina comunale tira avanti il merito è nostro e dei precari che con noi lavorano ogni giorno".
Ma ciò che davvero fa uscire dalla grazia di Dio i sindacalisti è l’improvvisa pioggia di prese di posizione di politici, a loro giudizio strumentali e finalizzate a raccogliere voti. Dopo la presentazione dell’istituzione pubblica fatta ieri da Aspesi e Mariani per il centrosinistra, oggi sono il candidato Matteo Sabba di An e l’ex assessore leghista Luciana Ruffinelli ad esprimere la loro attenzione ai problemi dei precari: quest’ultima abbraccia la soluzione dell’istituzione pubblica, in particolare per salvare il posto alle educatrici degli asili (ma a rischio sono anche cinque specialiste addette a seguire bambini con problemi di handicap). "Ma l’assessore Ruffinelli non era forse in Giunta, nelle stesse giunte che ci hanno portati a questa situazione?". I sindacati della Rsu comunale, uniti, annunciano dunque lotta dura e intransigente: "e, si badi", aggiunge Claudio Fumagalli di SinCobas, "ci batteremo non solo per chi rischia il posto, ma anche per la decina di precari che sono già stati ‘tagliati’".
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