Luigi Rosa: il rilancio parte dai quartieri
L'ex sindaco, sostenuto da Busto Civitas e Busto dei Quartieri, espone a Varesenews le ragioni della sua ricandidatura
Varesenews intervista l’ex sindaco di Busto Arsizio Luigi Rosa, che si ricandida sostenuto dalle liste Busto Civitas e Busto dei Quartieri.

D.: Il candidato si presenti.
R.: Luigi Rosa, 41 anni, nato e sempre vissuto a Busto Arsizio. Prima di diventare sindaco ero impegnato a tempo pieno nel mio lavoro di ingegnere libero professionista. Sono sposato e ho due bambini. Hobby? Mi piace andare a fare quattro passi al Parco Alto Milanese con i bambini e il cane, oppure andare in piscina – quella di via Manara, naturalmente. E mi piace viaggiare: girando il mondo ho anche scoperto che il mal d’Africa esiste davvero…
D.: Quali sono le sue precedenti esperienze ed attività politiche?
R.: Sono entrato nella Lega Nord perchè già vi militavano dei miei amici. Nel 1993 sono stato eletto consigliere comunale, e ricofermato nel 1997. Dal 2000 sono stato capogruppo della Lega in consiglio comunale; in precedenza ero stato presidente della Commissione Ambiente e Territorio, e per alcuni mesi nel 1997 assessore al Bilancio. Poi, nel 2002, la candidatura a sindaco da parte della Casa delle Libertà e i tre anni e mezzo della mia amministrazione – un’esperienza estremamente positiva, a dispetto della sua amara conclusione. Direi che la politica nel suo complesso mi ha dato molto.
D.: Perchè (ri)candidarsi a sindaco di Busto Arsizio?
R.: Mi ricandido perchè in tanti me lo hanno chiesto, esprimendomi la loro fiducia. Lo faccio perchè credo fortemente al ruolo del sindaco, perchè credo che la politica sia prima di tutto servizio agli altri e infine per proseguire un cammino intrapreso in direzione del bene comune. Questo i partiti non mi sembrano in grado di farlo – anche per questo ci siamo strutturati in due liste civiche, una scelta su cui abbiamo riflettuto per qualche tempo ma che si sta rivelando giusta.
D.: Qual’è il vostro programma? Cosa volete per il futuro della città?
R.: Il nostro programma è incardinato sulla centralità della persona e della famiglia. Questo vuol dire organizzare un’attività amministrativa a 360° che venga incontro alle necessità del cittadino in ogni momento della sua vita, per tutto quanto è di competenza del Comune. È chiaro le questioni da affrontare sono davvero tante, ma credo che sututte sia possibile trovare delle soluzioni soddisfacenti. Come priorità indicherò quattro campi principali: servizi alla persona, ambiente, urbanistica, lavoro. Per quanto attiene i servizi alla persona – quelli sociali, ma non solo – intendiamo decentralizzarli nei quartieri per quanto possibile. Sono i rioni, in fondo, la nostra forza. In tal modo miriamo ad avvicinare i cittadini al Comune e viceversa: una… devolution nella devolution. Per l’ambiente abbiamo definito un piano strategico contro l’inquinamento, che prevede l’accelerazione della conversione dei riscaldamenti da gasolio a metano, il piano trasporti urbani e la realizzaizone di nuovi parchi rionali. Sulla questione dell’inceneritore Accam ho esposto molte volte i miei punti di vista, e ribadisco la mia massima intransigenza fino a quando la società non firmerà la convenzione con il Comune, fissando termini certi per la chiusura dell’impianto.
Altro punto chiave è il rilancio urbanistico della città – e qui non intendo speculazioni immobiliari, ma opere che migliorino la qualità di vita dei cittadini. Abbiamo di fronte a noi sfide importanti: il recupero dei centri storici e delle aree dismesse, per tacere della definizione dell’area delle Nord. Se per quest’ultima ho voluto un nome di peso come Mario Botta quale progettista è proprio perchè non volevo limitarmi ad una pura lottizzazione edilizia, bensì fare di quell’area un volano, un centro propulsore per il rilancio di tutta la città. Quanto ai parcheggi, già sotto la mia amministrazione si era avviato un piano complessivo per qualcosa come 15.000 posti auto, e vari posteggi (sia a pagamento che gratuiti) sono stati aperti. Ora si tratta di proseguire l’opera creando l’autosilo in piazza Vittorio Emanuele II; secondo me è necessario ripetere l’operazione anche in piazza Garibaldi, a beneficio del centro storico. Beninteso questi parcheggi si devono integrare nel Piano urbano del traffico. E lo stesso coordinamento deve esistere tra Busto e i Comuni vicini in materia di Pisl e Piano strategico di area vasta, se si vuole che la leadership riconosciuta a Busto un anno fa dal ministero dei Trasporti e delle infrastrutture non sia vanificata, sprecando un’occasione davvero storica di rilanciare tutto il circondario.
Infine, il lavoro: al di là delle opere pubbliche, si agita molto la questione dei dipendenti comunali e dell’impossibilità di assumere, o anche solo di salvaguardare i posti dei precari. Le ultime, inique Finanziarie – che non criticherò mai abbastanza – ci hanno ridotti in questa situazione, e tutto ciò che possiamo fare è conceratre con i dipendenti comunali le possibili soluzioni. Certo che di federalismo si è molto parlato negli anni, ma quando si è trattato di applicarlo, non è stato fatto nulla. Come può il Comune agire liberamente quando non ha un minimo di indipendenza finanziaria e di vera autonomia?
D.: Perchè i bustocchi dovrebbero rivotare Gigi Rosa?
R.: Perchè ho dimostrato di saper realizzare interventi importanti. Perchè so impegnarmi per il bene della città, perchè noi di Busto Civitas e Busto dei Quartieri abbiamo un progetto serio per lo sviluppo e non siamo soggetti ai diktat delle segreterie di partito.
D.: Lei usa Internet? Conosce Varesenews?
R.: Ho inziato a navigare in rete fin dal 1997, se ben ricordo. Varesenews ha attirato la mia attenzione a partire dal 2001, quando ero ancora consigliere comunale; negli anni ho avuto modo di conoscere ed apprezzare i vostri collaboratori e di scoprire in Varesenews uno strumento importante e funzionale al servizio dell’informazione.
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