Orgogliosi di essere gallaratesi
Fabio Castano, Pierluigi Galli e Nicola Mucci hanno risposto alle domande della nostra redazione
Meno di una settimana alle elezioni amministrative. Tempo di confronti, di consuntivi e ultimi appelli agli elettori. I candidati di Gallarate, Fabio Castano, Pierluigi Galli e Nicola Mucci sono venuti nella redazione di VareseNews e hanno risposto alle domande del direttore Marco Giovannelli. Si sono toccati temi importanti per il futuro della città, con un occhio a quanto fatto in questi anni dalla giunta Mucci, senza dimenticare l’attualità, la cultura e il sociale. Un confronto franco, pacato, con posizioni spesso divergenti, ma toni mantenuti nell’alveo dell’educazione e della correttezza.
Qual è il giudizio di ognuno di voi su questa campagna elettorale e sulla tenuta delle coalizioni, anche alla luce dell’aggressione ai danni di Nino Caianiello?
Mucci: Il mio giudizio sulla campagna elettorale è estremamente positivo, c’è stato un proficuo dibattito su vari problemi, affrontati in modo aperto e concreto. La coalizione ha fatto un percorso positivo, con un programma condiviso senza problemi particolari nel redigerlo. Gli elementi di discussione franca non sono mancati, ma le posizioni si sono chiarite senza debolezze. L’intesa all’interno della CdL è forte, ci siamo chiariti con la certezza che l’episodio occorso a Caianiello non ha nulla a che fare con la politica, ma con situazioni pregresse legate ai ruoli ricoperti dallo stesso presidente di Amsc in passato. Certo, non ho mancato di far notare a chi ha assunto i personaggi che si sono resi responsabili dell’aggressione, che anche in campagna elettorale ci vuole accortezza nella scelta dei collaboratori.
Galli: Sono soddisfatto di come sta andando la campagna. Siamo partiti da due premesse: la continuità con il lavoro fatto all’opposizione in questi 5 anni e la scelta di un solo candidato per tutta l’Unione, fatto unico nella storia di Gallarate. Il programma, elaborato dopo mesi di confronto, è ampio e condiviso da larga parte della società civile gallaratese. Abbiamo avuto contatti con associazioni, persone e cittadini. Ritroviamo dopo anni i Verdi, risorsa che dà all’interesse per l’ambiente un valore aggiunto per tutto il centrosinistra. Percepiamo invece che i nostri avversari non sono così omogenei: tensioni, dialettica politica estremizzata, contrasti tra Lega Nord, Forza Italia e Udc, la stessa Forza Italia che al suo interno vede elementi che sgomitano per avere visibilità. Noi abbiamo una logica diversa.
Castano: L’accordo elettorale tra Italia Sociale e Lega Padana Lombardia è basato sulla condivisione del programma, trovata subito. Marciamo d’amore e d’accordo, in una campagna che mi pare sia molto tranquilla. Forse qualche uscita del Comune che ha fatto coprire alcuni manifesti si potevano evitare per non scaldare gli animi. Nel centrodestra la Lega Nord mi pare stia facendo
campagna a sé: vanno dove li porta l’onda, se non fosse per una mera questione di caccia alla poltrona, li troveremmo dall’altra parte. Per otto anni ho vissuto questa situazione, con il Carroccio che pone 1550 questioni e poi trova l’accordo in 2 minuti. Nel centrosinistra mi sembra chiaro che la Margherita non tira la volata a Galli: stanno facendo una campagna dimessa, sembrano già rassegnati all’ineluttabile sconfitta.
In questi 5 anni Gallarate ha cambiato volto: che bilancio si può fare della giunta Mucci?
Galli: Se avessimo governato noi, avremmo fatto cose positive, magari con modalità diverse. Si sono fatte cose giuste al posto sbagliato e cose sbagliate al posto giusto. Penso al Falcone, che doveva cambiare sede, ma nasce compresso e senza spazi adeguati; alla Galleria d’arte moderna, idea ottima, ma che andava costruita da un’altra parte; il Condominio, rifatto del tutto e non ristrutturato: a Gallarate c’è oggi 1 posto a teatro ogni 33 cittadini, troppi da gestire per un sistema sottodimensionato come quello odierno; il centro storico, pedonalizzato, ma devastato e con scelte di arredo urbano assurde; il piano urbano del traffico e quello commerciale studiati senza pensare alle conseguenze e fatti a colpi di maggioranza.
Castano: Bisogna fare una premessa d’obbligo. Né le giunte Dc/Pci, nel la Lega Nord da sola hanno fatto nulla per la città. Quando siamo arrivati al governo io e Mucci, nella giunta Greco, nel 1997, abbiamo trovato una città devastata, che finiva sott’acqua ogni due per tre, con un centro degradato. Abbiamo da allora operato con interventi concreti, come le vasche di spaiamento a Caiello, evitando ulteriori inondazioni. Culturalmente la città era morta, oggi ci sono tanti posti a teatro: un vanto, non un problema. La trasformazione è sotto gli occhi di tutti ed è partita prima dell’amministrazione Mucci, non come vuol far credere la Lega Nord che rivendica cose che prima osteggiava. Io ho condiviso il processo di sviluppo della città fino a quando non ho sopportato più gli atteggiamenti di chi con la politica non ha nulla a che fare.
Mucci: Pochi giorni prima di cominciare la campagna elettorale, una cittadina anziana mi ha detto: “La ringrazio, perché mi avete fatto riguadagnare il piacere di essere gallaratese”. Negli anni abbiamo restituito credibilità alla città ridando spazi alla cittadinanza: teatri, cinema, musei che prima erano tutti chiusi. Due esempi piccoli, ma significativi: il ponticello in via Rusnati messo a posto dopo 25 anni e Villa Delfina, comprata dal Comune negli Anni 60 e solo oggi tornata agibile. Prima non esistevamo nella mappa del potere della provincia, oggi chi vuole avere rapporti con Gallarate si siede ad un tavolo ed ascolta. La dignità politica è recuperata, siamo inseriti nelle dinamiche di sviluppo regionali, le associazioni di categoria hanno nuovamente rapporti con noi e a breve arriveranno anche i centri direzionali di grandi aziende. Tutti gli indicatori economici e politici sono positivi, la gente lo ha capito.
In prospettiva si aprono scenari di sviluppo nell’ottica di crescita di Malpensa, senza però dimenticare il piano culturale e sociale che necessita di interventi diretti dell’amministrazione. Quali sono i vostri progetti?
Mucci: Gallarate oggi è centrale dal punto di vista politico e amministrativo: l’esigenza di inserirsi in un sistema capace di affrontare il problema dei trasporti e della sanità è prioritario.
Penso ad un nuovo Ospedale a ridosso della 336, polo di Gallarate e Busto a soli 10’ di auto da Malpensa. Penso ad una metropolitana leggera che alleggerisca Gallarate, Busto, Castellanza, Legnano, fino alla Fiera di Rho-Pero, del traffico autostradale. Bisogna avere il coraggio di prendere le decisioni e proporre soluzioni alternative. Per quanto riguarda la cultura e l’apertura di Gallarate, non mi tiro indietro: c’è un problema islamici, ma non è solo un problema di Gallarate. Bisogna fare sistema, serve che chi amministra i Comuni limitrofi proponga soluzioni, senza nascondersi. Io sono stato l’unico sindaco ad aver avanzato una proposta per una moschea su 60 sindaci del sud della Provincia. L’integrazione si fa pensando alle conseguenze, non ghettizzando.
Galli: Lo sviluppo di una città è nell’ordine naturale delle cose. Il problema è se questo sviluppo avviene in modo armonico o no. A Gallarate si è tralasciato l’ambiente e la qualità della vita, privilegiando lo viluppo urbanistico senza freni. Le prospettive del futuro deve diventare centro di un sistema articolato con i paesi vicini, prendendosi onori e oneri. Serve un sistema di trasporti intergrato, per cui si possono proporre tante idee, ma serve anche occuparsi delle esigenze reali dei cittadini. Per quanto riguarda l’aspetto sociale e culturale, penso che il sindaco avrebbe dovuto usare lo stesso metro utilizzato negli altri ambiti. Il problema moschea è vecchio 12 o 13 anni, sono state prese decisioni affrettate solo lo scorso anno il Comune dovrebbe agire su due livelli, uno temporaneo e uno, definitivo, a lungo termine. Per andare sulle prime pagine dei giornali bisogna risolvere il problema, invece ci si va perchè si fomenta la tensione.
Castano: C’è un problema legato all’immigrazione islamica. La causa a ricercata nelle leggi inadeguate e lassiste, le peggiori d’Europa. Dobbiamo smettere con le bugie sugli immigrati che sono una risorsa, quando arrivano a 500 per volta e finiscono ai servizi sociali. Io ho fatto un mese a non poter passare in piazza perché gli islamici pregavano e occupavano spazi pubblici. Nessuno è intervenuto se non a parole a parte Prefetto e Comune: né la Provincia, che si è squagliata, né la Curia, né i Comuni limitrofi che fanno come Ponzio Pilato. Il problema deve essere affrontato da tutti insieme, senza passi indietro: il resto sono chiacchiere, fatte per buttare la croce addosso a questa amministrazione. Per quanto riguarda lo sviluppo di Gallarate, bisogna puntare sul terziario, facendo finalmente di Malpensa una risorsa, comprando le azioni di Sea e lavorando per un sistema sociale diverso, attento al problema casa e al lavoro.
Penso ad un nuovo Ospedale a ridosso della 336, polo di Gallarate e Busto a soli 10’ di auto da Malpensa. Penso ad una metropolitana leggera che alleggerisca Gallarate, Busto, Castellanza, Legnano, fino alla Fiera di Rho-Pero, del traffico autostradale. Bisogna avere il coraggio di prendere le decisioni e proporre soluzioni alternative. Per quanto riguarda la cultura e l’apertura di Gallarate, non mi tiro indietro: c’è un problema islamici, ma non è solo un problema di Gallarate. Bisogna fare sistema, serve che chi amministra i Comuni limitrofi proponga soluzioni, senza nascondersi. Io sono stato l’unico sindaco ad aver avanzato una proposta per una moschea su 60 sindaci del sud della Provincia. L’integrazione si fa pensando alle conseguenze, non ghettizzando.La community di VareseNews
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