L’Italia è a rischio miseria, ma a Varese si sta meglio

Il Centro Studi Sintesi di Venezia ha calcolato l'indice di miseria del paese e di quello delle province italiane. L'allarme è elevato soprattutto al Sud

L’Italia è a rischio "miseria" ma la situazione è migliore rispetto a tre anni fa. La fotografia delle condizioni economiche del nostro paese arriva dal Centro Studi Sintesi di Venezia che ha applicato lo stesso modello statistico utilizzato dal prestigioso quotidiano "Economist" per calcolare le condizioni dei paesi del terzo e quarto mondo.

In base ai dati forniti dall’Istat, sommando il tasso di disoccupazione e quello dell’inflazione si ottiene il cosiddetto "misery index" un indicatore che ha permesso al centro studi di valutare sia la situazione del paese sia quella dei singoli capoluoghi di provincia.

Come dicevamo, l’Italia si colloca nella zona bassa della classifica dei paesi più industrializzati. Ai primi posti ci sono Olanda ( con una sommatoria dell’1,9), Giappone (4) e Svizzera (5,1). L’Italia con un punteggio di 9,8 precede  Belgio (9,9), Germania e Spagna (11,0) e Francia (11,4). La situazione, quindi, appare ancora a rischio, nonostante i segni di un miglioramento progressivo ci siano, visto che nel 2003 il punteggio si attestava su 11,5, sceso a 10,2 lo scorso anno.

In Italia, la città sicuramente in condizioni economiche migliori sono Gorizia (4,1) , seguita da Belluno, Bolzano, Cuneo ( 4,3) e Mantova (4,4).
Varese, con un punteggio di 5,2, si colloca al diciottesimo posto.

La città giardino, in Lombardia, è preceduta, oltre che da Mantova, da Como (5) e Brescia (5,1) . 

Lo studio statistico evidenzia un’Italia a due velocità con profonde differenze tra Nord e Sud.  
Per l’Italia Meridionale, infatti, l’indice del "rischio povertà" è ovunque sopra il valore nazionale. A partire da Palermo che fa rilevare una potenzialità del rischio più di due volte superiore (22,1%). E non appaiono tanto confortanti neppure i risultati registrati a Reggio Calabria (21,4%), a Napoli (21,3%), a Foggia (21,1%), ed a Siracusa (19,8%). 

«La posizione dell’Italia è migliorata – commentano i ricercatori del Centro Studi Sintesi – infatti questi indicatori , anche se non sono strumenti di misurazione precisi e assoluti,  dimostrano come nel nostro paese,  pur in presenza di alcune sacche di povertà, si è saputo reagire positivamente soprattutto sul fronte dell’occupazione. Rimangono comunque soggetti a rischio i giovani, i pensionati  e i lavoratori più marginali».

le tabelle:

AUSTRALIA         7,8
AUSTRIA              6,5
BELGIO                9,9
CANADA              9,2
DANIMARCA       7,3
FRANCIA            11,4
GERMANIA        11,0
GIAPPONE          4,0
ITALIA                   9,8
OLANDA              1,9
REGNO UNITO    6,7
SPAGNA            11,0
STATI UNITI          8,0
SVEZIA                 6,7
SVIZZERA            5,1

Misery Index nelle città capoluogo di provincia (in valori %)

GORIZIA   4,1
BELLUNO   4,3
BOLZANO   4,3
CUNEO   4,3
MANTOVA   4,4
SIENA   4,5
AOSTA   4,6
PIACENZA  4,6
BOLOGNA   4,6
VICENZA   4,8
TRENTO   4,9
COMO   5,0
MODENA   5,1
BRESCIA   5,1
SONDRIO   5,2
REGGIO EMILIA  5,2
UDINE   5,2
VARESE   5,2
PARMA   5,3
FORLI’   5,4
VERBANIA  5,5
PADOVA   5,7
AREZZO   5,8
BERGAMO   5,9
TREVISO   5,9
CREMONA   6,1
FERRARA   6,1
MILANO   6,2
VERONA   6,3
ALESSANDRIA  6,3
PORDENONE  6,4
ASTI   6,4
TRESTE   6,4
FIRENZE   6,6
VENEZIA   6,6
ANCONA   6,6
RAVENNA   6,7
PISA   6,8
LA SPEZIA  6,8
GENOVA   6,9
SAVONA   7,0
ROVIGO   7,1
GROSSETO  7,1
NOVARA   7,1
MACERATA  7,1
PAVIA   7,2
BIELLA   7,2
PERUGIA   7,4
LUCCA   7,5
PESARO-URBINO  7,7
PISTOIA   7,8
LIVORNO   7,9
ASCOLI PICENO  8,4
TERNI   8,5
TORINO   8,8
RIMINI   8,9
ROMA   9,5
MASSA  10,4
CHIETI  10,5
L’AQUILA 10,7
VITERBO  10,7
PESCARA  11,1
IMPERIA  12,3
CASERTA  13,3
CAMPOBASSO 13,6
COSENZA  14,0
POTENZA  14,8
TARANTO  14,9
BENEVENTO 15,5
SASSARI  15,5
BARI  16,4
CAGLIARI 17,5
CATANIA  17,7
BRINSIDI 18,3
TRAPANI  18,6
SIRACUSA 19,8
FOGGIA  21,1
NAPOLI  21,3
REGGIO CALABRIA 21,4
PALERMO  22,1
ITALIA  10,0

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Pubblicato il 26 Luglio 2006
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