La petizione anti-Speroni sbarca sul web
L'iniziativa della Margherita: la petizione si può sottoscrivere sul sito del partito, che raccoglierà e presenterà al sindaco le firme raccolte
Sul "caso Speroni" il centrosinistra è deciso ad andare fino in fondo. La petizione per ottenere le dimissioni del presidente del consiglio comunale per le affermazioni rilasciate dopo il referendum costituzionale sbarca ora sul web, e precisamente sul sito della Margherita. Lo comunica Alessandro Berteotti, webmaster del sito e consigliere comunale. Chi vorrà sottoscrivere l’appello al sindaco perchè presenti a Speroni la richiesta di dimissioni non deve fare altro che aprire questa pagina, copiare il testo, cliccare sull’icona della posta, corredare il testo con le proprie generalità (nome, cognome, indirizzo, città) ed inviarlo. Sarà poi incarico dei consiglieri comunali della Margherita (e quindi dell’Ulivo) presentare al sindaco Farioli le firme raccolte.
Non si tratta semplicemente di un cambiamento di strumenti, spiega Berteotti: in realtà si alza il tiro, e di parecchio. "Sui quotidiani di sabato Speroni dichiarava che si sarebbe dimesso se gli portavamo davanti le firme del 50% più uno dei bustocchi – praticamente più gente di quella che è andata a votare, fatti i conti dell’affluenza. Con questa boutade egli dimostra solo la sua arroganza. La nostra risposta è chiara: Speroni ha offeso non solo i bustocchi, ma i lombardi e tutti gli itraliani, gli stessi che gli pagano lo stipendio da europarlamentare. Per questo scegliamo lo strumento della petizione online: a differenza delle firme raccolte in piazza – che pure ci saranno – esso permetterà a firmatari di ogni parte d’Italia di esprimere la loro indignazione per le affermazioni offensive fatte da quello che non riconosciamo più come presidente del consiglio. Abbiamo preso contatti anche con il Movimento Libertà e Giustizia, e ci attendiamo su questa vicenda non dico una mobilitazione oceanica, ma almeno l’attenzione seria che merita, ad un livello che non può essere solo locale, come piacerebbe tanto a Speroni".
Quanto all’Aventino messo in scena giovedì sera dalle opposizioni, esso rientrerà, ma… "In Consiglio io ci torno, non so gli altri: posso abbandonare una seduta per protesta, ma in generale è mio dovere esserci, come consigliere eletto. Ma sia chiaro: ogni volta che prenderò la parola dirò che come libero cittadino e come lombardo rifiuto di riconoscere Francesco Enrico Speroni quale presidente del consiglio comunale della mia città, a costo di doverlo ripetere per i prossimi cinque anni". Infine, una piccola nota dolente: qualcuno – vedi Rifondazione – si è lamentato di essere stato lasciato a partenel momento in cui si èd ecisa la petizione. "Un misunderstanding: la fretta è una cattiva consigliera (chi l’ha eletta nelle file dell’Ulivo? ndr), e dovevamo agire rapidamente, a stretto giro" commenta Berteotti scusandosi; "quel che è certo è che il parere di tutti nell’ambito del centrosinistra va ascoltato e tenuto in considerazione, sempre". Ma non solo il centrosinistra: anche Audio Porfidio e La Voce della Città, già scatenati giovedì sera in consiglio contro Speroni, promettono infatti di appoggiare l’iniziativa partita dall’Ulivo.
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