“Polaria Malpensa. Un altro passo avanti verso il disastro logistico”

Il segretario provinciale Silp/Cgil Giorgio Saporiti e il segretario provinciale Siap/Uil Francesco Cianci commentano la mobilitazione dei sindacati di Polizia aeroportuale

Riceviamo e pubblichiamo

Nel corso dell’anno 2000 è stato varato il nuovo Aeroporto della Malpensa – oggi comunemente indicato come “Terminal-1” – che ha profondamente modificato le rotte aeree, il traffico di passeggeri del Nord Italia, e il carico veicolare sulle arterie stradali dell’Alto Milanese. Poi il complesso aeroportuale e l’impatto sull’area sono stati “stabilizzati” attraverso una serie di adattamenti organizzativi, strutturali ed ambientali.

L’unica cosa che è rimasta totalmente immutata in questi sette anni è l’articolazione logistica della Polizia di Stato, sia nell’ambito del “Terminal-1” che nell’ambito più propriamente “interno” della Caserma.

Infatti non si è registrato alcun intervento risolutivo, né alcun miglioramento complessivo, al punto che nell’HUB gli uffici della Polizia sono incredibilmente frammentati, che l’inagibile caserma prefabbricata vecchia di oltre 40 anni costituisce tutt’oggi l’unica riserva logistica della Polaria Malpensa, e che gran parte del personale si trova ospitato in una serie di alloggi disseminati nell’hinterland aeroportuale.

Ma quel che è peggio, è che non si percepisce alcuna intenzione risolutiva né tantomeno alcuna prospettiva di concreto miglioramento futuro… Che ne è stato degli sbandierati investimenti per potenziare la sicurezza di un Aeroporto Internazionale di questa importanza? Quali sono le priorità dominanti al suo interno?

Sta di fatto che l’intero impianto del sistema della sicurezza aeroportuale viene sempre più ad assomigliare ad un colosso dai piedi di argilla, dato che la situazione è andata anno dopo anno sempre più degenerando, ed il personale della Polaria viene per questo a dover sostenere tutte le drammatiche “sfrangiature” e carenze logistiche fino ad oggi irrisolte.

Non stupisce quindi che rispetto al rafforzamento logistico generale che caratterizza tutti gli aspetti commerciali dell’intero aeroporto, una simile situazione di degrado galoppante possa avere indotto a considerare proprio l’area che fronteggia la Caserma come la più idonea ad ospitarvi un’ “isola ecologica”, cioè una discarica “temporanea” per rifiuti aeroportuali.

Raccogliendo l’allarme degli operatori, a termine di una assemblea tenutasi il 28 giugno 2006 le segreteria provinciali SILP/CGIL e SIAP/UIL hanno proclamato lo stato di agitazione ed hanno investito della questione il Prefetto, il Direttore Interregionale della Polizia di Stato, il Direttore dell’ENAC ed il Presidente della SEA, prima che il fatto compiuto si imponga nell’estiva indifferenza generale.

Si tratta infatti non solo di recuperare tutto il tempo perso con la “politica dei pannicelli caldi”, ma anche quella dignità e quella stabilità logistica senza le quali il Reparto continuerà a dover pagare un costo alto anche in termini economici e di efficienza, e a dover imporre enormi sacrifici “compensativi” al personale. Per queste ragioni si è indetta la manifestazione di oggi.

Ma, ancor prima, di effettuare un profondo esame delle ragioni di opportunità che hanno mosso simili decisioni, e di assicurare la salvaguardia di tutte quelle condizioni di salubrità che l’ “isola ecologica” potrebbe prevedibilmente compromettere.

Il Segretario Provinciale Silp/Cgil Giorgio Saporiti

Il Segretario Provinciale Siap/Uil Francesco Cianci

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Pubblicato il 07 Luglio 2006
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