Api: «Più burocrazia non combatte l’evasione»
Il decreto Bersani sotto l'esame dei vertici dell'associazione. Colombo: «Troppa urgenza e settori trascurati»

Nuova finanziaria e decreto Bersani sul banco degli imputati. A formulare il giudizio dei pro e dei contro, Franco Colombo e Roberto Ceroni, rispettivamente presidente e direttore di Api, l’associazione delle piccole e medie industrie della provincia di Varese.
Una lista di osservazioni – dai brevetti alla concorrenza, dalla lotta all’evasione agli studi di settore – che i vertici dell’ente hanno messo a punto per commentare passo a passo la manovra del Governo.
«I media – ha osservato Colombo – ci hanno abituati a pensare al "pacchetto Bersani" come al provvedimento che ha coinvolto i farmaci e i tassisti mentre sono stati trascurati altri aspetti che meritano invece delle precisazioni. Nel documento sono stati inseriti dei paletti che limitano le imprese. I versamenti on line, per esempio, erano facoltativi fino a poco tempo fa, il Governo li renderà obbligatori introducendo un disagio inutile per gran parte degli operatori. L’attività dell’impresa non si migliora in questo modo ma introducendo procedure più chiare e definite».
Sui contenuti della manovra il presidente dell’Associazione è molto critico: «Alcune norme sono state formulate tralasciando il dialogo con le parti sociali coinvolte, con un’urgenza che fatico a comprendere. Gli interventi su alcuni settori avranno effetti unicamente a vantaggio dei consumatori ma altri, di fondamentale importanza, come i trasporti, l’energia e le comunicazioni sono stati completamente trascurati».
Sotto l’esame dell’Api anche gli aspetti fiscali e le misure per la lotta all’elusione e all’evasione. "Nel complesso – si legge nelle osservazioni – tali norme hanno la conseguenza di far aumentare le basi imponibili, di gravare le imprese di ulteriori oneri amministrativi e di disapplicare lo Statuto dei diritti del contribuente". «Penso che non sia questa la strada per combattere l’irregolarità – ha commentato Ceroni -. Il carico di obblighi non deve essere esasperato, le imprese sono opportunità e per questo devono essere favorite non appesantite».
«La lotta all’evasione – ha concluso Colombo – è legittima ma non si combatte con la burocrazia. Si può evitare invece dotando la Pubblica amministrazione degli strumenti per fare verifiche incrociate, oppure trattando le famiglie alla stregua delle imprese. Ciò avviene già in India e negli Stati Uniti: dai redditi vengono dedotte le spese e vengono tassati esclusivamente i guadagni».
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