Varese 2008: due anni all’alba, ma le idee sono già chiare
Presentato alla Nuova Fiera di Rho/Pero il Comitato organizzatore del Mondiale varesino di ciclismo. Parata di campioni del mondo per un'organizzazione degna dell'evento
Un’organizzazione complessa per un evento senza precedenti. È quanto si annuncia a Varese in vista del Mondiale di ciclismo che si disputerà sulle strade del capoluogo fra due anni, dal 24 al 28 settembre 2008. Nel pomeriggio di venerdì, presso la Nuova Fiera di Rho/Pero, si è tenuta la presentazione ufficiale del Comitato organizzatore di Varese 2008. Erano presenti tuti i principali attori dell’organizzazione, ed ancora il presidente della federazione ciclismo Roberto Di Rocco, campioni come Vittorio Adorni, Francesco Moser, Felice Gimondi, Maurizio Fondriest, Silvio Martinello.
L’occasione per presentatare ufficialmente il comitato organizzatore era data dal concomitante Eicma 2006, il Salone del Ciclo dedicato a tutto quanto fila silenziosamente su due ruote – esposizione vastissima e di sicura qualità di biciclette, attrezzi e quant’altro serve al pedalatore di razza. Il Comitato organizzatore (qui l’organigramma
completo) presentato in Fiera manterrà i vertici della struttura della società Varese 2008
SpA, a partire dal presidente Amedeo Colombo e dai vice Augusto Conti
(rapporti istituzionali) e Renzo Oldani (area sportiva), con Gabriele
Sola per direttore generale. Fra i consulenti, anche il due volte
campione del mondo e lombardo doc Gianni Bugno.
Oldani e Sola hanno esposto al pubblico i percorsi: quello riservato agli élite è un "ottovolante" tecnico, non durissimo ma senza respiro, da ripetere la bellezza di 17 volte. Si affronta prima la breve ascesa del Montello per poi attraversare il centro, scendere al lago e risalire per l’aspro strappo dei Ronchi fino a riattraversare la città. Inedita e suggestiva la soluzione adottata per l’arrivo, all’ippodromo delle Bettole, che per l’occasione sarà trasformato in un autentico stadio del ciclismo con l’aggiunta di alcune tribune. Oldani ha messo in luce anche la
qualità del percorso riservato alla cronometro uomini, che girerà intorno
al lago di Varese ed avrà un percorso mosso: solo ciclisti di gran
classe potranno imporsi su questo terreno. Le donne ripeteranno invece il percorso del Mondiale 1951, l’ultimo disputato in terra varesina (vinto da Ferdi Kuebler): un circuito che passando per Brinzio rientra in città dalla Valganna.
Contando l’ampliamento delle Bettole e le tribune temporanee che saranno montate lungo la salita dei Ronchi, saranno a disposizione
circa 10.000 posti a sedere. Ma l’evento è grandioso in sè, e i numeri annunciati dagli organizzatori parlano chiaro: 1000 atleti da 55 nazioni divisi in quattro categorie (élite e under23 maschili e femminili) su strada e a cronometro, 250 milioni di telespettatori solo in Europa, un milione di persone previste lungo il percorso nei quattro giorni di gara; per tacere dei numerosi eventi collaterali previsti. Varese sarà davvero il centro dell’universo a due ruote nel settembre 2008: e per centrare l’obiettivo, l’organizzazione deve essere all’altezza. Amedeo Colombo ha ricordato l’impegno degli imprenditori varesini per questa occasione unica di dare visibilità e sostanza alla città e al suo pregevole territorio, chiedendo il supporto e il consiglio costante di tutti. Vittorio Adorni, rappresentante UCI e uno fra i quattro campioni del mondo presenti (accanto a Gimondi, Moser e Fondriest sedeva poi Andrea Bartali, figlio del Ginettaccio nazionale, anch’egli presente in spirito), oltre che l’ultimo italiano a vincere un Mondiale in Italia (1968), ha spiegato che "la qualità dell’organizzazione, il percorso, gli aspetti economici hanno indotto l’UCI a preferire Varese alla Toscana": e ciò a dispetto del fatto che l’anno dopo i Mondiali di ciclismo si terranno a un tiro di schioppo, in quel di Mendrisio.
Fra gli elementi cruciali nell’organizzare eventi vi è la comunicazione: e il sito inaugurato oggi (www.varese2008.org) e curato da Artemida insieme con Lauta communication soddisfa ogni curiosità. Una grafica vivace e accattivante, mappe dei percorsi, una divisione in aree tematiche, un po’ di storia, notizie di interesse turistico e ovviamente relattive all’organizzazione, infine un’area news per un sito completo, leggero e di agevole consultazione, che intende esser punto di riferimento e di dialogo per operatori e appassionati. Tutto pronto, dunque, per avviare la costruzione di un’avventura sportiva e manageriale: il Mondiale varesino. Lo si vuole memorabile, e così sarà: non è il tempo a mancare, da qui al 2008. A questo proposito chiediamo al trentino Maurizio Fondriest, già campione di classe non comune, una sorta di fantapronostico: se su questo percorso non si corresse fra due anni, ma oggi, chi vedrebbe vincitore? "Uomini come Valverde, Vinokurov, Bettini, ma anche un Thor Hushovd, perchè no, sarebbero adatti a questo circuito" risponde pronto dopo un istante di riflessione. "E sono convinto che questi uomini sapranno farsi valere al Mondiale 2006 di Salisburgo: sono fra quelli da battere".
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