Anche in Svizzera si torna alla divisa scolastica
Una scuola di Basilea sperimenta la reintroduzione della vecchia uniforme. Per far risparmiare i genitori ed evitare l'emarginazione
Sempre più spesso i corridoi delle scuole italiane rischiano ormai di trasformarsi in passerelle di moda. I ragazzi vogliono indossare abiti firmati, spesso obbligando i genitori a spendere troppi soldi, per non correre il rischio di sentirsi emarginati dai compagni.
Un problema che, basta parlare con un genitore per capirlo, si sente sempre più spesso, almeno a partire dalla scuola media. E un disagio che non riguarda solo l’Italia, ma anche la Svizzera. Proprio in Svizzera, però, qualcuno sta tentando di risolvere la situazione con un vecchio, infallibile sistema: la divisa scolastica.
Perché la divisa? Perché è uguale per tutti, può costare poco, e annulla le differenze “modaiole” tra più e meno abbienti. Così una scuola d’avviamento di Basilea, la Leonhard, ha deciso di proporre a 40 allievi di 14 e 15 anni una tenuta scolastica. Non un abito noioso e fuori moda, come i grembiuli di una volta, ma 14 capi disegnati dalla stilista basilese Tanja Klein. Questa sperimentazione unica in tutta la Svizzera, unirebbe la necessità di indossare abiti moderni, all’esigenza di creare uguaglianza e appiattire i costi.
La novità svizzera è di grande attualità anche in Italia. Pochi giorni fa, infatti, il gruppo ligure di An ha presentato una proposta di legge regionale che incentivasse l’adozione dell’abbigliamento scolastico uniforme. Da risultati emersi da una indagine condotta dal pediatra Italo Farnetani, docente dell’Università di Milano, presentati nel corso del XXXVIII Congresso Europeo di pediatria più dei due terzi dei pediatri si è dichiarato favorevole all’uso del grembiule a scuola.
Anche negli Stati Uniti diversi movimenti propongono la reintroduzione delle divisi scolastiche, con una testimone d’eccezione: la bellissima cantante Alicia Keys, secondo cui « Se gli studenti avessero addosso qualcosa di più casto, uguale per tutti, forse maschi e femmine capirebbero che la seduzione è una questione di mistero, di scoperta, di rispetto».
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