Magdi Allam “ama l’Italia”
Il vice direttore del Corriere della Sera alla Fondazione Culturale di Gallarate
Integrazione e identità: questo il tema dell’incontro/dibattito di ieri sera, 10 ottobre, a Duemila Libri.
Protagonista: Magdi Allam, classe 1952, di origine egiziana, vice-direttore del Corriere della Sera, autore di trasmissioni targate Mediaset, sociologo e vincitore di numerosi premi giornalistici internazionali. E autore di un libro che insiste sui valori identitari dell’Italia e sulla necessità di salvaguardarli dall’impatto con le nuove realtà culturali: “Io amo l’Italia” pone il tema dell’integrazione islamica in Italica sulla base della tutela in primo luogo della cultura italiana e delle leggi dello Stato.
“Prima di occuparci dei valori altrui dobbiamo occuparci soprattutto di noi stessi – spiega Allam – e non cedere sui nostri valori fondamentali”.
Sostenitore della veridicità del discusso discorso di Benedetto XVI, di cultura profondamente cattolica, Allam crede tenacemente nel ruolo dell’educazione che si realizza nella scuola pubblica per sviluppare l’integrazione, e le discussioni di questi giorni circa la riapertura della scuola araba a Milano sono, secondo il giornalista, niente meno che il sintomo della debolezza dello stato italiano e la sua intima incapacità di “agire, anziché reagire ad azioni compiute”. Tanto più che “per chiudere una scuola come quella di via Quaranta in cui si produceva indottrinamento integralista si è dovuto ricorrere a un sotterfugio burocratico che ne comprovasse l’inagibilità dei locali. Mentre il problema è alla radice, ed è quello della separazione identitaria”.
Parole forti, in parte discutibili e provocatorie, tenacemente aggrappate all’idea della necessità di difendersi da un nemico: “Il vero problema dell’occidente è accreditare una corretta conoscenza dei fatti e dei valori che salvaguardano il nostro interesse”.
Il tema è caldo, soprattutto in una città come Gallarate, epicentro di vicissitudini legate alla chiusura del centro culturale Islamico. E a fronte di una proposta sopraggiunta da una giornalista locale di realizzare un dibattito con il leader del centro culturale, Allam si accende: “Bisogna cominciare a fare un’informazione etica; relativizzare tutto significa banalizzare, arrendersi al nemico, mentre dovremmo prendere posizione con fermezza”.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Varese, distrutto per la seconda volta lo striscione 'Restiamo Umani': la denuncia del Comitato per la Palestina
fracode su Varese, distrutto per la seconda volta lo striscione 'Restiamo Umani': la denuncia del Comitato per la Palestina
Stefano Montani su Varese, distrutto per la seconda volta lo striscione 'Restiamo Umani': la denuncia del Comitato per la Palestina
PaoloFilterfree su Giorgetti arriva a Sumirago e ribadisce lo spirito di Bossi: "Sapevamo da dove arrivavamo e dove volevamo andare"
VittorioCappuccio su Lago Maggiore, l'acqua arretra: caldo e siccità mettono sotto pressione il Verbano
Felice su Da Busto Arsizio a Milano per fare ricerca sul cancro: la storia di Francesca Peluso






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.