Malpensa – Fiumicino, il duello continua
Da una parte Francesco Rutelli vede nello scalo romano la salvezza per Alitalia, dall'altra Letizia Moratti difende l'aeroporto milanese
Malpensa-Fiumicino, il duello continua. A rinfocolare il dibattito tra i due hub italiani il documento presentato in un’intervista a Repubblica dal vicepremier Francesco Rutelli secondo il quale lo scalo milanese ha affossato Alitalia. Quattro i punti individuati Rutelli per salvare la compagnia di bandiera: via l’amministratore delegato Giancarlo Cimoli, ricerca di un nuovo alleato asiatico (Cathay Pacific ed Emirates le più indiziate per una nuova sinergia che non corra più sull’asse Air France-Sky Team), arrivo di capitali privati freschi e Fiumicino scalo di riferimento. I numeri elaborati dal Dipartimento del Turismo indicano una crescita generale del flusso di passeggeri di tutti i primi quindici scali italiani tranne Malpensa, in contrazione del 5 per cento nel periodo 2000-2005. Inoltre i dati romani dicono che Alitalia ha cominciato a perdere da quando Malpensa è cresciuta, cioè dal 1998. Per questo la salvezza di Alitalia, sempre secondo Rutelli, passerebbe da un abbandono di Malpensa in favore di Fiumicino.
Ovviamente a Milano non ci stanno. È ancora Repubblica a riportare in un’intervista la posizione di Letizia Moratti, sindaco del Comune di Milano, maggior azionista della Sea, società che gestisce sia Linate che Malpensa. Secondo i dati forniti dalla Moratti, Malpensa non è il problema, ma la soluzione per Alitalia: il 70 per cento dei biglietti di Alitalia viene staccato da Bologna in su, il sistema aeroportuale milanese è passato dai 18 milioni di passeggeri del 1998 ai 30 milioni del 2005, Malpensa cresce con il più alto tasso in Europa, anche rispetto a Roma e il 50 per cento del traffico di Alitalia è su Malpensa. Sulle perdite di Alitalia a partire dal 1998, anno di nascita della nuova Malpensa, la Moratti risponde che non è stata Malpensa a provocare il flusso di denaro in uscita, ma i mancati finanziamenti da parte dello Stato, impediti dalle leggi e dai vincoli europei. Secondo Palazzo Marino, Alitalia non sarebbe in rovina per colpa di Malpensa, ma perché gestita male.
Domani, martedì 17 ottobre, a Palazzo Chigi, ci sarà il primo confronto tra Cimoli e Romano Prodi: l’amministratore delegato di Alitalia presenterà successivamente il piano industriale della compagnia da elaborare in connubio con i ministeri di Economia, Trasporti e Beni culturali. La “guerra dei numeri” tra Fiumicino e Malpensa va avanti. In mezzo c’è Alitalia, che cresce come numero di passeggeri, ma è l’unica tra le grandi compagnie europee in perdita e nelle ultime 24 ore ha perso un altro milione di euro.
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