Basta sprechi alimentari: destiniamoli ai bisognosi
La Commissione sanità del Pirellone ha approvato un progetto che coinvolge associazioni no profit per distribuire i prodottiin eccedenza
La Commissione “Sanità e assistenza sociale” ha approvato in linea di massima (in attesa del parere della Commissione Bilancio per l’aspetto finanziario) i contenuti del progetto di legge “Politiche regionali di intervento contro la povertà attraverso la promozione dell’attività di recupero e distribuzione dei prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale”.
Il provvedimento, che poi dovrà passare all’esame dell’Aula per la sua approvazione definitiva, intende promuovere e valorizzare l’attività di beneficenza e solidarietà che si realizza mediante il recupero e la distribuzione di prodotti alimentari in eccedenza da parte di enti no-profit prevedendo uno stanziamento di 2.100.000 euro nel triennio 2006/2008.
A questo proposito, al fine di elaborare modelli che consentano di mettere a regime l’attività di quegli enti no-profit idonei al progetto, a titolo di sperimentazione viene promossa la realizzazione di un programma triennale di interventi proposto dalla Fondazione Banco Alimentare-Onlus, organismo che opera ormai sull’intero territorio nazionale ed è federato a livello internazionale con la Federazione Europea dei Banchi Alimentari.
L’attività della Fondazione Banco Alimentare si concentra nel recupero delle eccedenze alimentari e nella ridistribuzione delle stesse a Enti che operano a sostegno di persone in stato di bisogno operando soprattutto con industrie, Grande Distribuzione Organizzata e ristorazione collettiva per il recupero e la distribuzione dei prodotti alimentari.
«Non è trascurabile nemmeno la valenza ecologica di questo servizio – aggiunge il presidente Macconi – in quanto evita che alimenti ancora commestibili diventino rifiuti stoccati nelle discariche o portati negli inceneritori. Un’attività che risponde quindi pienamente alla priorità delle normative europee, nazionali e della Regione Lombardia che mettono al primo posto per importanza la prevenzione della produzione del rifiuto».
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