“D-day” per il futuro dell’acqua
Giovedì mattina in comune riunione cruciale tra l’Ato e i comuni ribelli che non hanno firmato l’adesione all’ente che dovrebbe gestire in futuro le acque a livello provinciale
Giovedì giorno decisivo per la gestione del ciclo delle acque in provincia di Varese. Si svolgerà infatti giovedì mattina in comune a Tradate un delicato incontro tra l’Ato (ambito territoriale ottimale) e i cinque “comuni ribelli” che hanno deciso di non aderirvi (Tradate, Catelseprio, Lonate Ceppino, Caronno Varesino, Castiglione Olona), chiedendo maggiori chiarimenti su quello che accadrà in futuro al cittadino con un’ente provinciale che gestirà gli acquedotti.
La situazione è piuttosto delicata, in quanto la Regione ha avviato nei confronti di questi cinque comuni una procedura di commissariamento parziale, ovvero se questi non firmeranno l’adesione all’Ato entro il 15 dicembre circa, sarà inviato dalla Regione un commissario ad acta che toglierà ai sindaci le competenze per quanto riguarda la gestione delle acque e firmerà l’accordo di adesione all’Ato, cui devono convogliare tutti gli acquedotti della provincia.
Le richieste avanzate dai cinque comuni sono ormai note, e già esposte alla Regione che ha sollecitato l’incontro di giovedì per cercare una soluzione. Resta da capire cosa emergerà dalla riunione: l’acqua sarà ancora un bene gestito dai comuni? In quale modo?
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