L’inferno di Tornatore
La sconosciuta, nuovo film del premio oscar, racconta la storia di una giovane donna ucraina e il dramma della prostituzione
Cinque anni senza film. Giuseppe Tornatore torna nelle sale con La sconosciuta, un film emozionante, bello e intenso. Una storia di drammatica attualità: lo sfuttamento della prostituzione delle giovani ragazze dell’Est. La protagonista, Irena, è una delle tante che battono la strada e che vengono poi scelte per altri traffici terribili. Lei cerca un riscatto, una nuova vita. La storia inizia a Trieste, con la donna alla ricerca di un lavoro, ma subito si intuisce che non è il semplice racconto di una quotidianità più o meno difficile. Irena cerca qualcosa di preciso. Il film è girato velocemente con una tecnica che non concede momenti di pausa. Un vero thriller e Tornatore, come ben descrive Lietta Tornabuoni, "sceglie narrazioni frammentate, flash-back veloci come immagini ipnagogiche, piani temporali che si intrecciano e sovrappongono, una tensione continua che non permette all’attenzione di allentarsi".
Irena ha continui incubi legati al suo passato. Una storia terribile di violenza e di privazione non solo della libertà, ma anche dei frutti più profondi della propria vita.
Tornatore ha scelto un cast eccezionale. Una recitazione perfetta di tutti gli attori con la piccola Clara Dossena davvero straordinaria. Per Ksenia Rappoport, Irina, un’interpretazione magistrale, ma anche un grande Michele Placido, brutto e brutale.
Un altro grande protagonista è lo straordinario Ennio Moricone che da un ulteriore forza al film con una colonna sonora bellissima.
Un film bello, intrigante, che prende l’anima e che sbatte in faccia un dramma terribile.
Grande merito a questo maestro del cinema italiano che ha realizzato un altro affresco di una terra che malgrado sembri aver perso umanità e speranza trova comunque la capacità di guardare avanti. E la scelta di Tornatore è di dare uno spiraglio a questa società che sembra dilaniata dalla violenza e dalla brutalità.
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