Profughi, a Malpensa superata l’emergenza

Lo scalo varesino, secondo i dati forniti da Caritas, è il secondo approdo in Italia dopo Lampedusa

Con i suoi 1018 richiedenti asilo dal 1 gennaio al 31 ottobre di quest’anno, l’aeroporto di Malpensa si colloca al secondo posto nella speciale graduatoria delle "frontiere d’asilo" del nostro paese, superata soltanto da Lampedusa, dove arriva la quota più importante dei richiedenti asilo – mischiati tra i migranti dei "barconi" – che giungono nel nostro paese. 

Il dato, per cui si prevede un trend annuo intorno ai 1200 richiedenti asilo, supera di oltre il 300% la media storica dell’afflusso di profughi a Malpensa, storicamente stabile, dal 2001, intorno alle 360 unità . 

Il fenomeno ha cominciato a manifestarsi sin dal dicembre dello scorso anno, raggiungendo un suo primo apice nei mesi di febbraio e marzo del 2006, quando oltre 70 persone sono state costrette a bivaccare presso l’area arrivi dell’aeroporto o, in alternativa, in un precario prefabbricato messo a disposizione all’interno del sedime aeroportuale dalla Sea, in accordo con la Prefettura di Varese. 

Da metà marzo, a seguito della messa a disposizione per la Prefettura di 22 nuovi posti di "pronta accoglienza" da parte del Consorzio Farsi Prossimo (sistema Caritas), nessun profugo è stato costretto a trascorrere la notte in situazioni precarie. 

La "cabina di regia" messa in atto da Prefettura di Varese e sistema Caritas (Consorzio farsi prossimo e Coop. Soc. Le Querce di Mamre di Varese) ha consentito l’invio immediato in pronta accoglienza dei richiedenti asilo ammessi al territorio azionale dalle autorità di frontiera anche nei mesi successivi. 

Il flusso di profughi in arrivo, apparentemente ridottosi in aprile, ha ripreso sui livelli di febbraio sin dal mese di maggio e – dopo un piccolo "calo fisiologico" nel cuore dell’estate, ha stabilito un nuovo record nel mese di settembre, passando da 120 (febbraio, marzo, maggio) ai 150 arrivi al mese.

Tuttavia, a causa della consolidata modalità di lavoro tra Polizia di Frontiera, Prefettura, Questura e soggetti Caritas del territorio, si è passati dalle permanenze medie in aeroporto di 7 giorni (con punte di 20 notti toccate in febbraio/marzo) all’uscita entro 36 ore verso la pronta accoglienza: il dato è peraltro riferito a settembre, il mese più "caldo" dell’anno sul fronte degli arrivi.

Oggi si può dire che l’80% dei profughi in arrivo a Malpensa esce in giornata dall’aeroporto verso le strutture di accoglienza; chi non lo fa, esce entro la giornata successiva. 

Nel 2007 Caritas ha offerto alla Prefettura la possibilità di gestire 70 posti di pronta accoglienza, confermando la propria disponibilità alla regia congiunta degli invii sul territorio, dove presidia anche circa 100 posti per l’avvio all’integrazione di queste persone, in convenzione con Comuni o in proprio.

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Pubblicato il 15 Novembre 2006
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