Quei macelli vanno chiusi perchè abusivi

La Lega italiana dei diritti degli animali ritorna sulla questione dei macelli di Besano e Solbiate Arno

La Lida chiede al Direttore Generale dell’ASL di Varese di chiudere i macelli abusivi di Besano e Solbiate Arno. La richiesta, inoltrata questa mattina via fax al Direttore, è stata trasmessa anche alla Segreteria del Ministro della salute Livia Turco ed alla Direzione Regionale Sanità della Lombardia.

Secondo la LIDA (Lega Italiana dei Diritti dell’Animale) i macelli di Besano e di Solbiate Arno – gestiti rispettivamente da un?azienda di allevamento con commercio carni e dall?esercente di un ristorante – non essendo iscritti alla Camera di Commercio come attività di macellazione, sono a tutti gli effetti macelli abusivi e come tali
debbono essere chiusi e sanzionati i responsabili.

Con l’entrata in vigore della legge che stabilisce l’obbligo della
tracciabilità delle carni ogni macello deve essere munito di un numero di matricola che lo identifica e ne specifica anche le specie di animali macellabili: ovicaprini, equidi, bovini, suini, avicoli ecc., inoltre, ogni attività deve essere registrata alla Camera di Commercio,altrimenti è abusiva.

A Besano e Solbiate, si continua imperterriti a macellare, con l’assenso dell’Asl varesina, senza tener conto del fatto che le aziende titolari dei macelli in questione hanno cessato l?attività anni fa, e chi è subentrato svolgere attività di allevamento e commercio all’ingrosso di carni (Besano), di ristorazione (Solbiate), quindi, diverse ed estranee a quella di macellazione.
Non essendo registrate alla Camera di Commercio come attività di
macellazione, queste ditte non possono abbattere animali in quelle
strutture e tantomeno venderli.

Anche le scappatoie di far figurare i macelli come laboratori di lavorazione delle carni contrasta con la legge poiché si tratta di strutture ben distinte e non sovrapponibili nell’uso; nemmeno l’escamotage del consumo in proprio delle carni può essere tollerato visto che una ditta di Besano commercia carni all’ingrosso e quella di Solbiate è titolare di un ristorante, ovviamente, aperto al pubblico.

«Sono anni che denunciamo questa illegalità ma prima o poi qualcuno
dovrà prendere provvedimenti – afferma Mauro Bottigelli consigliere Nazionale della Lida – e come sia possibile garantire la tracciabilità delle carni se i macellai non sono iscritti in CCIAA il direttore dell’ASL varesina adesso lo spieghi al Ministro»

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Pubblicato il 16 Novembre 2006
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