“Qui ci sono le prove che Varese è l’ombelico di Hollywood”
Il libro sul cinema di Diego Pisati recensito da Gianluigi Paragone direttore de “La Padania”
Diego Pisati che scrive un libro è come la tartaruga del paradosso di Zenone che raggiunge Achille. Io Diego lo conosco e gli voglio un gran bene (non so se la cosa lo aiuterà a vendere il libro…). Me lo vedo: due righe e una telefonata. Due righe e un’altra telefonata. Finché non è intervenuta Francesca Gambarini alla quale Diego chiese dapprima di rispondere alle telefonate e solo a fronte del suo rifiuto (mica matta…) di completare le righe vuote tra una telefonata e l’altra. Che poi è quello che fanno tutti i giornalisti che scrivono i libri; ecco perché Diego è come Bruno Vespa, Enzo Biagi, Andrea Floris. E venderà come loro, per la gioia di Macchione editore.
Lui non lo dirà mai ma io so che “Varese Holliwood”, Diego lo cominciò nell’82, quando all’indomani della vittoria dei campionati del mondo tutti si chiesero: e adesso la sera che facciamo? Lui si mise a guardare un film dopo l’altro. Cominciando proprio da Homo Eroticus con Lando Buzzanca, girato a Varese sotto la supervisione di Piero Chiara. Su una cosa, ci metto la mano sul fuoco: i film se li sono visti veramente, Diego e Francesca.
Se non vi basta la mia parola (che vale quel che vale…), domandatelo al gatto di casa Pisati, Tom, che ormai non ha più un buco dove appisolarsi perché Diego infila dvd, vhs, cd dappertutto. Pensate che suo figlio Cesare a sei mesi sapeva già disincastrare il dischetto dalla custodia senza spaccarlo e a un anno scegliere andare direttamente alle singole scene del film, districandosi nell’elenco menu tra lingua, sottotitoli, scene eliminate, note sul regista, sulla moglie e sulle amanti. Oggi Cesare e Diego sono talmente certi che Varese sia davvero come Hollywood che hanno trasformato la loro casa in un multisala, costringendo la povera Antonia a mettersi alla cassa, situata in corridoio. E lì la fanno stare fino quasi a notte, perché i bambini sotto i dieci anni e i giornalisti non pagano. Solo dopo un tavolo sindacale aperto quest’estate, ad Antonia è stato concesso anche di vendere i pop corn e la Coca Cola. Ovviamente tutto in nero, e finché Visco non li becca…
Perché comprare Varese Hollywood?
1) perché sono citato anch’io;
2) perché Diego e Francesca mi sono più simpatici di Piero e Francesca;
3) perché Diego è uno scrittore comunista, quindi in vetrina fa la sua bella figura;
4) perché ha “revisionato” le pellicole con la convinzione che Varese sia l’ombelico di Hollywood;
5) perché ha citato Hollywood e non Cinecittà, facendo rodere il sindaco Veltroni e godere Attilio Fontana;
6) perché se Hillary Clinton è di sinistra, allora io posso recensire Pisati ed essere credibile;
7) perché sono elencati un bel po’ di film e così la finite di guardare l’Isola dei Famosi;
8) per liberare Antonia…
Ah, dimenticavo: perché Diego e Francesca sono bravi e hanno un scritto un libro completo e divertente.
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