Tempi della città e centro interculturale, doppio schiaffo ai Ds
La maggioranza boccia entrambe le mozioni presentate dalla Quercia. Duro Maresca: «C'era più dialogo ai tempi di Fumagalli»
Due mozioni discusse, due mozioni respinte. E’ stato muro contro muro tra maggioranza e opposizione nel Consiglio comunale di ieri sera. A farne le spese sono stai i Democratici di sinistra, promotori di entrambe le proposte.
La prima bocciatura è arrivato sui tempi della città, storico cavallo di battaglia del consigliere Francesco Maresca. Grazie all’impegno dell’esponente diessino il Comune era riuscito ad ottenere 137.500 euro di finanziamento regionale per il progetto “I tempi nelle nostre mani”, sviluppato nella scorsa legislatura. Ieri bisognava quindi votare i rappresentanti consiliari nel tavolo di concertazione dello stesso progetto, così come previsto da un deliberato approvato dal Consiglio comunale nel 2005. La maggioranza ha però respinto la nomina dei consiglieri, facendo così saltare l’accordo raggiunto l’anno scorso.
La mozione Maresca prevedeva poi un secondo dispositivo, in cui si chiedeva al Comune di Varese di aderire al “Consorzio tempi della città”, di cui fanno parte città come Saronno, Bolzano ed università come il Politecnico di Milano. Anche su questo punto è però arrivata la bocciatura da parte della maggioranza, che si è trincerata dietro il parere dell’ufficio tecnico: non è possibile aderire al consorzio perché non è stata prevista la spesa di 5.000 euro necessaria per l’ingresso. Lo stesso Maresca aveva quindi presentato un emendamento per rimandare l’adesione al 2007, in modo da aggirare l’ostacolo, ma il centrodestra ha detto no anche a questo. «Il Comune di Varese è perfettamente in grado di gesitre da solo i tempi della città» ha liquidato la questione Luigi Federiconi, assessore alla partita.
L’altra mozione, presentata dal consigliere Antonio Antonellis, prevedeva invece la creazione di un centro interculturale presso gli uffici del Comune, per favorire l’integrazione dei cittadini stranieri, soprattutto nelle scuole. «Bisogna ridefinire i rapporti tra le persone partnedo dai singoli individui e non più dai gruppi etnici – spiega Antonellis – la forza di una cultura sta anche nel saper dialogare e confrontarsi con le altre, senza rinunciare alle proprie radici ma anche senza chiudersi in atteggiamenti di rifiuto». In questo caso la bocciatura da perte del centrodestra è stata meno netta ma, parole dell’assessore ai servizi educativi Patrizia Tomassini, «la giunta considera la questione non prioritaria». Stesso concetto espresso da Silvia Marano della Lega nord, con l’aggiunta che «la mediazione scolastica non basta per educare alla tolleranza verso l’altro, è la famiglia a dover fare il primo passo». A Varese non verrà quindi creato nessun centro interculturale.
«E’ stato fatto un passo indietro abbastanza grave – commenta Maresca – il sindaco Fontana ad inizio mandato aveva detto che avrebbe ascoltato l’opposizione, ma evidentemente il generale non conosce bene le sue truppe. C’era più dialogo ai tempi di Fumagalli, l’anno scorso eravamo almeno riusciti a votare insieme l’approvazione del progetto, oggi invece c’è una chiusura a priori da parte del centrodestra riguardo a tutte le proposte della minoranza».
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