Aggredì un arbitro, presidente squalificato per cinque anni
Il massimo dirigente del Besozzo prese a pugni un giovane direttore di gara dopo una partita di seconda categoria
Una bruttissima pagina di sport si è per lo meno chiusa con un verdetto severo e commisurato a quanto accaduto. Il presidente del Besozzo, società di calcio che milita nel campionato federale di seconda categoria, Francesco Barbarito, è stato squalificato per cinque anni in seguito all’aggressione ai danni di un arbitro.
L’episodio risale allo scorso 8 ottobre quando il Besozzo incontrò sul proprio campo la Vergiatese. L’arbitro – un giovane di soli 19 anni – venne aggredito una prima volta dal guardalinee di parte dei padroni di casa (in questi tornei gli assistenti sono forniti dalle due squadre), una circostanza che per lo meno non gli causò danni fisici. Al rientro negli spogliatoi però il direttore di gara veniva raggiunto da una persona – che l’indagine ha stabilito essere il Barbarito – il quale lo ha insultato e colpito con due sberle. Ma il peggio era lì da venire: quando la giacchetta nera ha chiamato aiuto, l’aggressore ha bloccato la porta e lo ha colpito con un pugno in pieno volto che ha causato lesioni guaribili in quindici giorni come poi accertato all’ospedale di Luino.
Nel frattempo però i dirigenti della Vergiatese hanno allertato i Carabinieri giunti al campo sportivo in forze e pronti a effettuare i rilievi del caso.
I referti sono così finiti sul tavolo dell’ufficio indagini, che tra l’altro ha convocato lo stesso Barbarito, il quale ha negato l’episodio e (citiamo dal documento ufficiale) «non ha denotato nessun tipo di ravvedimento». Così si è arrivati alla sentenza, davvero esemplare: una squalifica di cinque anni (fino al 25 gennaio 2012) e il divieto, valido per il medesimo lasso di tempo, a metter piede negli stadi dove si sta svolgendo attività della Figc. Con una postilla: la proposta al Presidente Federale di radiare il dirigente manesco.
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